Omografi

Succede che la vita scorre.
Lo fa con una certa forta… un fiume in piena.
Io, inamovibile, osservo i giochi d’acqua, virtuosi gorgheggi che le gocce fanno attorno.
E’ faticoso. Faticoso alzarsi di notte, faticoso ritagliare spazi, faticoso relazionarsi in modo normale, faticoso trovare momenti di pace, faticoso non prendere una mazza, stile Lucille e darla in testa a persone che sono nate con un solo unico intento: consumare le risorse preziose di questo pianeta…
Due settimane con un urlo costante nelle orecchie: si chiude, non ce la facciamo.
Io col cuore frammentato, con un sentimento multiplo di vorrei che finisse questo strazio, ho paura del futuro, ma non ce la faccio più.
La mia compagna di vita, l’artrite reumatoide, è aggressiva e incazzata.
Cosa mi salva la vita?
Libri, libri, libri…
Leggo, scrivo, narro e poi dichiaro la mia inettitudine.
Giovedì accade che si va alla presentazione del corso di lettura. Ci vado per una mia amica. Per farle compagnia e comunque essere disponibile se servisse aiuto (lei è straniera).
Breve giro di presentazione e dopo di me, una ragazza dice che si era al corso ma che conosceva questo posto.
Da una ricerca su google le sono comparsa io con il blog, e da li ha scoperto che avevo fatto il corso con la Simo…
Fa ridere questa cosa…
Come direbbe Adam Kadmon: coincidenze? Io non credo…

Risposta…

[17/07/15 05:17:46] Diana C.: Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia…
Ieri è stata una giornata brutta, che a quanto pare prosegue nella sua bruttezza anche in questa notte.
Ti chiedo già scusa se ti sto usando come blog, o forse chissà, finito di scrivere, copierò sulla mia pagina quanto sto rigettando nel tuo spazio, lasciandoti all’oscuro che certe parole sono state generate qui. Vedremo alla fine di quanto ho scritto.
Tu in poco tempo hai visto di cosa sono capace con questo mio corpo. L’ho massacrato, nel vero senso della parola. Sono stata una pessima inquilina, sciatta, egoista, poco attenta alla struttura.
Ma sono stata anche la maggiore sostenitrice, che con metodo e disciplina,ha sottoposto questo guscio a tutti i test possibili.
Risposta: siamo macchine geniali. Capaci di sopravvivere a quasi tutto. Merce deperibile, certo, ma io sono la prova provata che non c’è niente che un corpo, per quanto maltrattato non possa fare, non possa superare.
E’ altresì vero che un corpo come il nostro ha dei macro nemici impossibili da battere, e dei nemici severi, cazzuti, che magari non puntano a vincere ma a fare i massimi danni possibile. Però noi, macchine geniali appunto, tiriamo su le maniche e meniamo pugni e sganassoni, che nemmeno Bud Spencer dei tempi migliori potrebbe far meglio.
Ne usciamo pesti, malconci, ma con la soddisfazione di aver lasciato sul terreno tante cose marce. Perdute nelle cose belle.
La mia testa è fortissima. Io lo so. E sebbene mi nasconda dietro ad un personaggio futile, superficiale, a tratti cinico, la verità è che io ho il controllo. Sempre. Di me stessa, di chi mi sta attorno. Non vesto il personaggio della donna dominante, io non sono dominante. Sono un militare. E da militare sono rigorosa con me stessa, e pretendo il rigore da chiunque venga a contatto con me.
Per questo ora trovo inaccettabile provare questo male fisico. Perché non limitato solo alla coscia, ma a causa dell’antibiotico, sembra che nei confini della mia pelle, si stia davvero combattendo una guerra epocale, che coinvolge giunture, muscoli, schiena.
Ogni piccolo centimetro del mio corpo, fa uno sforzo immane per muoversi, anche per le più banali funzioni: girarmi sul letto, andare al bagno, prendere un piatto dal porta piatti.
E questo mi fa incazzare in modo esagerato. Mi fa così incazzare che reagisco nel più marziale dei mutismi. La Pigolz sente questo male, infatti non mi molla un minuto. Si tiene a cm di vicinanza, facendo fusa come una mietitrebbia. Sembra dirmi “mamma sta tranquilla ci sono qui io”. Ieri ha abbandonato la sua postazione una volta sola per andare a mangiare. Per il resto è sempre stata vicina.
E’ commovente. E per quanto io giochi alla sorella invidiosa, la verità è che davvero la chiave per sfondare questo muro non è verbale. Ma lei è lei. Ed è un gattone. Conosce cose che noi umani, non potremmo mai capire.

Mi ha colpito quanto hai scritto. L’associazione tra Leone e Natalia Ginzburg e questa coppia adorabile di fiorai.
Sono quelle cose che fanno bene. Che ti fanno comprendere che per amore, si può fare tanto, se non proprio tutto.
Mi chiedo se anche per persone come te e me, ci sarà mai questo.
Oh lo so, il rischio della retorica scadente è sull’uscio.
Tu sei giovane, hai più vita da vivere rispetto a me, bla bla.
Il fatto è che indipendentemente dall’età che una persona ha, non a tutti è dato desiderare di immolare la propria vita a favore di qualcuno. Così come non è dato meritarsi che qualcuno si immoli per noi.
Io l’ho fatto. Per mia mamma. E in qualche misura anche per i miei fratelli, che mossi da questo senso di “famiglia” un po’ alla Sopranos maniera, non contemplano il loro futuro lavorativo senza di me, non considerando che io quel lavoro proprio non lo sopporto.
Non badare dunque a questi momenti di silenzio, sono semplicemente figli di un bisogno di allineare testa e corpo. Quando hai male, usi la testa per governarlo, controllarlo. Metti in modo una serie di meccanismi dove qualcosa ti urla nelle orecchie “ce la fai, ce la fai, ce la fai”.
Anche se il corpo, stanco, dice di no. Anche se i muscoli non hanno tutta questa convinzione, anche se dentro di te, chiedi solo di startene in un angolo a morire in pace.
Come un gatto malato, chiusa nell’armadio, in attesa di guarire.
“Tutto parte nella testa”. Solo ieri me l’hanno detto tre volte questa frase.
Mi fa ridere. Perché dopo 50 giorni di guerra senza respiro, dopo aver affrontato il rientro ad un lavoro che vivaddio, secondo queste persone, è la testa che mi manca? La predisposizione?
Sorrido perché se c’è una cosa che non mi piace è perdere.
Ne con il male fisico, ne con il gioco (sono una super competitiva), ne con le parole.
L’unica cosa che forse mi manca è la cazzimma. Non fa parte del mio DNA. Forse perché non sono napoletana? Forse perché bisogna essere cinici fino al midollo?
Mah.

Una cosa è sicura comunque. Forse non è di un Leone Ginzburg di cui ho bisogno. Ma di trovare chi o cosa, mi spinga a trovare il rigore per mettermi a scrivere seriamente. Non divagando, non disperdendo. Non perdendo tempo come faccio a volte, mascherando con una finta modestia (ma mica so scrivere io…) la mala educazione allo stare attenta e composta davanti a questo meraviglioso mondo che è la scrittura.

Come hai ben detto una volta, il bello della rete è che puoi saltare a piè pari un messaggio, se è troppo lungo.
Io ho deciso di lasciartelo comunque, parla dei nostri dialoghi.
Ed è giusto che se ti va, lo leggi.
A volte maledico un po’ la rete, perché fa dimenticare gli spazi, annulla le distanze, e fa sembrare niente lo spazio tempo. Un Tardis che avvicina e allontana le persone a suo piacimento.
Altre la benedico. Perché permette la conoscenza, gli incontri che probabilmente non sarebbero potuti essere altrimenti.

Buon sonno, pieno di buoni sogni.

n.b.  lo riporto anche sul blog. Perché Skype prima o poi si mangerà tutto…. 🙂

n.b. 2 ho preso un uccello piccolo. E sta funzionando. Almeno i dolori periferici se ne sono andati e tra mezz’ora andrò in ufficio.

L’Alfabeto dei Film

cinema Quanti di noi, si sono sentiti dire almeno una volta: “Se finissi su di un’isola deserta e puoi portare 5 film quali porteresti?” (seguita poi da CD, libri etc) E quante discussioni sono state intavolate su quale fosse la personale top ten o la top five.
A me è successo non più tardi di una settimana fa, e poi l’amica 3…2…1…clic!  mi coinvolge in questo. Bello. Ci voglio davvero provare.
Magari una volta lo faremo con la musica o con i libri. Con tutto ciò che di bello c’è in questo mondo.

Ringrazio dunque 3…2…1…clic! per avermi coinvolto e che comunque è un bel leggere  e La Polly (ideatrice del tag).

Lo dico subito: ho barato clamorosamente. 🙂 Ma mai scelta fu più difficile.

A – Adua e le compagne / Alien tutta la saga /American History X
B – Blade Runner
C – Cantando sotto la pioggia
D – Dracula Bram Stoker /Donnie Darko
E – (The) Elephant Man
F – (Le) Fate Ignoranti
G – Gran Budapest Hotel / Guerre stellari
H – Hell boy / Harvey
I – Il grande Lebowski
J – Jackie Brown
K – Kinky boots
L – (il) Labirinto del Fauno
M – Midnight in Paris / Martyrs /Marigold Hotel
N – Nymphomaniac 1 e 2
O – Only lovers left alive
P – Philomena
Q – (a) Qualcuno piace caldo
R – (I love) Radio Rock
S –  Schindler List / Seven
T – Trainspotting
U – Un’ottima annata
V –  (La) Vita è meravigliosa
W – Wall -E
X – X MAN (ma solo perchè con la x c’è solo questo credo)
Y – Youth
Z – Zoran mio nipote scemo / Zombie

Adesso tocca a voi, le regole come al solito sono queste:

– citare l’ideatrice del tag (lapolly) e il blog che vi ha taggato
– mantenere l’immagine all’inizio di questo post
– elencare in ordine alfabetico i film che vi piacciono di più
– nominare 5 (o +) bloggers

. La Reddie
. Il gatto Sylvestro
. La vita che torna
. Enrico Garrou
. L’arcobaleno della vita

E se

Inglobassi qui l’altro blog? Tenendolo separato ovviamente per comodità, ma riportando qui tutto quello che c’è dall’altra parte?

Il lavoro di Je me souviens, è nato sulla riflessione dei ricordi collettivi di Perec.
Ma riportarlo dall’altra parte… Hummm (Ok c’è il reblog)… però…

Ha un senso?

Analisi del 2014

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 20.000 volte in 2014. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 7 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.