Sto impazzendo…

Alcuni attori sono ossessionati dal personaggio che andranno a interpretare. Un personaggio che ossessiona tutti gli attori, pare sia Joker di Batman.
La mia “personaggia”, quella che racconto nel mio work in progress, da qualche giorno è tornata. Il mio passeggiero oscuro personale mi sussurra nelle orecchie cosa devo dire e raccontare.
Dire che mi sta ossessionando è dire poco.
Mi toglie persino il sonno.
Tant’è che ho ricominciato a sputare racconti. È lei che mi dice che c’è.
Non la posso ignorare.

Mai.

Ieri sono andata a fare un reading itinerante per Emergency: “Anime Scalze”.
Una lettura a staffetta di poesie. Ho parlato a lungo con una poetessa, scambio di idee e opinioni. Siamo diventate amiche. Lei ha appena pubblicato una silloge molto densa.

La fine del reading era nella sede di Emergency, alla Giudecca. La mostra è un pugno nel cuore. Foto di giovinetti colpiti da proiettili in zona di guerra. Sguardi duri, accusatori, disperati. E vicino a loro, l’oggetto di tali sguardi. Il fotografo si è accorto che sul tavolino vicino ai loro letti, c’era il proiettile che li aveva feriti. Emergency cataloga tutto. E il fotografo ha fatto il resto.
Se capita… andate a vederla. La mostra merita. Lasciate anche un’offerta. Io l’ho fatto. Fatelo. Davvero. Fatelo.

 

 

Il Lamento…

Sto leggento “Lamento di Portnoy” di Roth e meno male che è esilarante.
Mi accorgo che la cura alle mie tristezze è sempre a base di musica o di libri.
Ci sono canzoni che mi hanno aiutata ad uscire da tunnel terribili e libri che davvero mi hanno salvato la vita.
Non necessariamente capolavori, a volte cose leggere, altre invece erano dei veri mattoni.
Davide mi è uscito (in buona parte ma non del tutto) dal cuore con “Estranged” dei Guns, Martin e le sue cronache mi hanno salvata dal baratro della morte del babbo di M., Capossela mi è stato vicino quando il mio mondo stava esplodendo, Stefanino l’ho superato con i Rammstein, Miri con Shantaram.
In questo periodo, per svuotare testa e cuore, uso Kovacs, in particolare Cheap Smell.
L’altro socio in sgomberi di anime è appunto Roth. È dai tempi del buon vecchio Miller che non leggevo un libro così, con la differenza che in Opus Pistorum non c’è trama ed è un libro furbo, nato per racimolare soldini. Pornografia inutile, senza intelligenza.
Lamento di Portnoy è l’esatto contrario. Divertente, dissacrante, diretto come un pugno. Mentre lo leggo mi ritrovo a ridere di gusto, immaginando le scene che hanno del ridicolo e del surreale, nonostante siano situazioni che possono accadere, e sono certa che più di qualcuno le ha realmente vissute.

 – L’iscrizione iscritta sul nickelino ebreo – sul corpo, anzi, di ogni bambino ebreo! – non è: IN DIO FIDIAMO, bensì: UN GIORNO AVRAI DEI FIGLI E T’ACCORGERAI DI CHE COSA VUOL DIRE

Ecco questo genere di umorismo mi è confortevole. Alzo la testa dal libro che mi sento meno peso nel cuore e meno ansia nello stomaco. La testa no, lei non stacca mai. Ed è proprio colpa della testa che ora mi ritrovo a desiderare ciò che non posso avere e a struggermi per questo.
Alla fine, la mia incrollabile fredda stupidità, fatta di superficie e ombre cupe, mi si è ritorta contro. Fortunatamente sono una con l’autoironia facile. Altrimenti il metodo “sticazzi” da molti ben collaudato, smetterebbe di funzionare.

Oh Dio, Di-i-i-o-o!, se sei lassù e volgi il tuo viso luminoso verso di noi, perché non ci risparmi da questo momento in poi l’enunciazione sillabica dei rabbini?! Anzi, risparmiaci i rabbini in genere e buonanotte! Senti, perché invece non ci risparmi la religione, non foss’altro che per il rispetto della nostra dignità umana!
Grazie Roth per queste perle…

Forse mi possono aiutare loro va… Sono come l’OKITASK… Funzionano sempre.
Ma anche una dose di “Padrona dice, schiavo fa” potrebbe funzionare. Devo rivalutare il marito, farlo rientrare dallo sminamento. O del sangue nuovo da versare, per cancellare questo momento di “macheccazzocombinidiana”.
Su ragazza… Alza il volume.

 

Cose che succedono…

Meno male che ieri sera avevo appuntamento con la psicologa. Meno male davvero. Perchè è stata una giornata complicata.
Mi colpisce il sentimento che provo verso gli uomini che mi circondano: delusione.
Partendo dai fratelli, fino ad arrivare a gente che dichiara di amarmi.
A parte che sta cosa del “sonoinnamoratodite” e “iotiamo” mi sanno di artificiale, di plastico, mi esce mio malgrado un’eritema all’anima. Eh già, perchè chi dice puttanate del genere, si aspetta da me un “sonoinnamorataanchio” e “tiamoancheio”. E una fetta di culo attaccata all’osso?
Intendiamoci, non è che non esiste l’amore, anzi… esiste e gode di buona salute a quanto pare, stessa cosa per l’innamoramento. Ma nel mio caso trattasi di altro. Lo so che non sono né innamorati né mi amano. E ribadisco, parte dalla famiglia fino ai gradi più vicini di convivenza.
Me la sono messa via già da tempo. Nella corsa ai pensieri vengo sempre dopo, non seconda o terza, ma anche quinta o sesta quando va bene.
E io? Cosa provo? Io metto sempre nel piatto le priorità.
BTW la discussione con la psic. ieri è stata illuminante, più delle altre volte.
Forse perchè finalmente lo strato di sporco è stato eliminato e ora si lavora sotto la superifice delle cose.
Ieri si, è stata decisamente una giornata di merda.

Questa vecchietta qui, compie 18 anni.
Lunga vita ai SOaD…

 

Identificazione

Il pensiero che mi segue da stanotte, è proprio sull’identificazione.
Poi il commento di GoatWolf su Crasi, mi sorprende e cade a fagiolo.
Credo che la maggiorparte dei lettori, ma anche degli appassionati di cinema o di serie, tendano ad identificarsi in uno dei personaggi del libro che leggono o della serie che seguono.
In genere ci si identifica per due ragioni: la prima è che il personaggio che scegliamo ha caratteristiche che ci somigliano. La seconda, è che il personaggio è il tipo di persona che vorremmo essere. O che fa cose che non non osiamo ma che in qualche modo coviamo.
Quando leggevo le Cronache di Martin, il mio personaggio era il bastardo Bolton, Ramsey e in seconda battuta Jaqen H’ghar, diciamo che se giocavano sul fil di lana.
Nei Loa è appunto Maman Brigitte ad affascinarmi anche se nel cuore mi porto Baron Samedi e Papa Legba (curioso che siano per lo più i personaggi maschili quelli che mi attirano di più e nei quali mi identifico).
In American Horror Story è sempre lei, la mia decadente e malvagia Jessica Lange, in particolare su Asylum.
Sono quasi sempre personaggi  dark, gotici, nei quali mi identifico perchè loro esprimono in modo verossimile quello che alberga da qualche parte dentro di me.
Poi c’è un personaggio di una serie che mi somiglia in modo incredibile, ossia, se io fossi un uomo, ecco… sarei lui:


E voi? In chi vi identificate? E chi vi somiglia?

Crasi

crai s. f. [dal lat. tardo crasis, gr. κρσις «mescolanza, fusione», affine a κεράω, κεράννυμι «mescolare»]. – 1. Nella grammatica greca, contrazione della vocale finale di una parola con la vocale iniziale della parola successiva (per es. τοὔνομα per τὸ ὄνομα); si segna con la coronide. 2. In medicina, termine coniato da Ippocrate per designare la mescolanza dei quattro umori fondamentali (sangue, flemma, bile bianca e bile nera) di cui si credeva composto l’organismo; c. sanguigna, espressione ancora usata per indicare la composizione del sangue.
(Enciclopedia Treccani)

L’uomo perfetto (per me) è un uomo che legge.
Ma è anche l’uomo che mi fa ridere.
È l’uomo che ama l’arte, la vive, la respira.
Ma sa anche portarmi a desidere di desiderarlo.
È l’uomo che viaggia, ha la mente aperta.
È docile come un agnello nel letto se solo voglio.
Guarda Star Trek, Guerre stellari, Big Ben Theory
e ne conosce a memoria le battute.
Ma sa anche apprezzare Almodovar, Ozpetec, e Frankenstein Jr.
Adora l’acqua e nuotare.
Ma anche immergersi nel verde più selvaggio.
Non mangia carne. Se non la mia.
Non fuma, non beve troppo, non polemizza.
Cucina per me, gli piace il vino bianco fermo, discute di tutto.
Non tifa il calcio. Tifa per me.
Gli piacciono le donne, tutte le donne.
Ma gli piaccio più io.
Parla di sesso e di amore come se fossero una cosa sola.
Ma scopa come se fosse il migliore dei regali che può farmi.
Mi sorprende.
Si sorprende.
Profuma di buono.
Si profuma di buono per me.
L’uomo perfetto (per me)
è la crasi dei miei amori.
È l’unione dei miei umori.

Listening

Mi duole la pancia come se dovesse arrivare il ciclo.
Ho tre febbriciattole sul labbro superiore.
Sono stanchissima per il mancato sonno.
Un capolavoro di donna. Ehhh…
E poi uno su Instagram mi dice: “Non ho la confidenza per dirti sei gnocca…”
Si come no. Vabbè i filtri e quant’altro, ma prima di esternare ste cazzate magari aspettare un minuto? Che qui tutto c’è tranne che na gran gnocca.

– C’è un tizio su instagram che mi dice delle cose divertenti
– Tipo?
– Che sono una gran gnocca!
– E ti diverte?
– Si perchè parla ad minchiam.
– Bah e tu?
– Io cosa?
– Gli dai corda?
– Nah non è il mio tipo…
– E se lo fosse?

Madò… mai digerito le scenatelle di gelosia.
Anche perchè quale sia la mia indole è sempre abbastanza chiaro. Non mi nascondo certo dietro ad un dito.
Diciamolo, non c’è niente di più divertente del giocare, alludere, promettere e qualche volta mantenere, non sempre, non con tutti.
Il gioco della seduzione è tradire?

In questi giorni sto pensando a dei racconti. Mentre penso alle storie, mi ritrovo a riflettere su quello che le donne cercano o vogliono, da cosa dovrebbe fare un uomo per avere la certezza di portarsi a casa la coccarda delle giostre.
Dipende dalla donna, questo è certo. Dalla sua età, dal suo grado di emancipazione, dalla sua percezione della solitudine o della sua autostima.
Una donna che sa di piacere vince facile. Una che non ha alcuna percezione di sé stessa, è una donna di testa e va sedotta con attenzione.
Parlando di me, mi piacciono gli uomini che mi mettono paura. Che sanno creare il giusto disagio e mettermi in difficoltà.
Quando questo accade, emerge un lato pudico che di solito non mostro mai.
Gli uomini di questo tipo ne trovo ben pochi e quando mi accadono, me li tengo stretti. Purtroppo non stretti quanto vorrei, ma me li tengo vicini. Perchè mi nutrono l’anima.

Mood of the day: