Finalmente.

Ormai rubo il tempo. È surreale e mi fa arrabbiare mica poco. Mi ritrovo in situazioni che sembrano sabbie mobili e sotto, in profondità, l’uomo nero che mi tiene la sinistra e il mostro della laguna che mi trattiene la destra. Non se ne esce proprio.
Inizio a lavorare alle 1.30 se non prima, finisco alle 11 del mattino se non più tardi, dopo c’è sempre una commissione: banca, commercialista, cerca i guanti che non si trovano. Certo, i guanti. Perchè se prima mancavano le merdose mascherine adesso mancano i merdosissimi guanti.
Quando arrivo a casa, il demente di sopra ha ripreso palestra (che ricordo l’ha allestita in camera da letto), i corrieri di Amazon con l’obbligatoria pistoletta rileva temperatura o ricambi di filtri per mascherine o quel Dio dei corrieri che fa sbagliare campanello. Tempo di dormienza di un’ora, poi scappa in ospedale. Aspetta che finisca la pera, poi torna a casa. A questo punto l’unico desiderio è morire, ma no… c’è la cena da preparare e finalmente guadagno il letto. Solo che il mio partime verticale guarda la televisione a volume smodato così mi alzo, mi incazzo, e torno arrabbiata a letto che è già l’una di notte e suona la sveglia.
Non riesco a ritagliare tempi per scrivere, per leggere, non guardo la tv. Ogni tanto condividio qualche cazzata su fb o instagram, poi torna l’oblio.

Venerdì è accaduta una cosa atroce. Appena rientrata in casa, mi arriva una telefonata: chiuditi dentro e chiudi le finestre. Incendio a Porto Marghera.
Mi fa ridere sta cosa. Ho i serramenti vetusti che fanno passare vento a vada e vegna. Cosa vuoi che chiudo?
Arrivano le notizie: toulene e acetone. Non l’acetone per unghie che usiamo normalmente, ma quello industriale.
Il giorno dopo non si contano i pesci morti in laguna.

Parliamo di centinaia.

Il toulene modifica il DNA ed è altamente cancerogeno. Stessa cosa l’acetone.

E poi ci dovrebbe spaventare il sarscov2? Ma se siamo sopravvissuti all’eternit, ai pesticidi, al fosgene, a sta roba che continuamente inoculano nell’aria, ti pare che abbiamo paura di un virus?
Nei 2000 ci una class action dei lavoratori di porto Marghera riguardo all’eternit. Morivano come mosche. Poi ancora il fosgene e le fabbriche di pesticidi con centinaia di lavoratori extracomunitari privati anche delle minime possibilità di difendersi (guanti o maschere). Il Veneto non ha fatto tutti i morti di Brescia e Bergamo eppure… Vabbé entro in un campo troppo minato e da gomblottisti. Meglio che mi faccia i beati miei.

 

Le varie verità

Il Washington Post ha scritto ben due articoli, parlando della situazione e dicendo che è una specie di montatura globale.
Perchè il Washington Post ha scritto due articoli che vanno controcorrente in questo momento storico? Perchè si attiene alla regola che dice “La verità è figlia del tempo”. In funzione di come andranno le cose, potranno dire tutto e il contrario di tutto.
La cosa è davvero un complotto? Noi ve lo avevamo detto il 4 maggio 2020 nelle pagine numero e numero, negli articoli tale e tale.
La cosa non è un complotto? Tranquilli noi ve lo avevamo detto, in data tot, nelle pagine tot, negli articoli etc.
Vero. La verità, anzi no, la Verità è figlia del tempo.
La storia insegna molto a guardarla con occhio critico, a conoscerla almeno un pochino.
Perchè al dilà delle varie teorie fantapolitiche che fanno abbastanza ridere, c’è una verità che emerge sempre: gli esseri umani sono malati di controllo.
L’idea che molti dittatori hanno da sempre è questa: controllare il mondo.
E nella storia mondiale, più di qualcuno ci ha provato. In tanti si sono limitati al proprio paese, e qualche visionario (pazzo o meno) si è anche applicato per valicare confini continentali fino a dire: sai che c’è? Visto che ci sono tento il colpo gobbo.
Un tempo si faceva da conquistatori a colpi di guerre o di assimilazioni, vedi Alessandro Magno, poi a colpi di guerra infame ed etinica, vedi il Mein Schwarzer Schnurrbart, ora si fa con il terrorismo alla Bin Laden, con internet, con virus telematici… perciò cosa ci sarebbe di così strano nella strategia del terrore? La conosciamo bene mi sembra.
Ma io non sono nessuno per teorizzare: non sono virologa, non sono politica, non sono nemmeno tanto intelligente.

Penso solo che è vero: la Verità è figlia del tempo. Lo diceva Bacone (ma è più probabile risalga ad Aulio Gellio).
Il tempo risponderà. Forse non a tutto, forse in modo frammentario e lento, ma qualcosa di sicuro verrà a galla.

Un altro articolo che ho letto con interesse è quello sul plasma iperimmune.
C’è un medico, tale De Donno, guarisce i suoi malati col plasma iperimmune. Lo dice da Vespa. Invece che dire: ok mi interessa mandiamo degli ispettori e facciamo dei controlli, che fa lo stato Italiano nella figura del Ministro della Salute? Manda i NAS. Oltretutto il buon Bur(l)ioni, il Salvini dei virologi, lo insulta in diretta, dichiarando che preferisce un vaccino chimico.
In quale altro mondo esiste una cosa del genere? Si sputa su una possibilità e si offende un ricercatore?
La logica vorrebbe che davanti a una possibilità, dopo che per mesi si è parlato del virus killer, si debba verificare non condannare, giusto? Ma no… affidiamoci a quell’essere squallido ed egocentrico che spara a zero su tutti quelli che non lo foraggiano.
Ma vabbè… la mia antipatia nei confronti del grande virologo è nota.
“De Donno sulla cura con il plasma iperimmune”

Poi c’è la Svezia. La Svezia non fa niente. Non chiude, non impone lockdown, non impone mascherine. E funziona.

Ma allora Brescia e Bergamo? Che è successo? Perchè tutti a noi?
Ho già detto. Non sono virologa, ne medico, non so niente di niente. La risposta, quella vera, dovrebbero darla i medici, ma non quelli prezzolati da showbusiness.
Perchè a quanto pare, se non usi la mascherina per uscire, non ti sanguinano gli occhi e schianti morto.
Sembra invece che ci siano stati errori nel primo approccio alla cura (pare che attacchi il sangue e non le vie respiratorie, ma ne so zero a proposito), approccio che ha portato al collasso delle terapie intensive.

E qui mi collego alla storia di Zaia che prima taglia il 39% dei posti letto di terapia intensiva e adesso è un paladino della Sanità Italiana.

Comunque il SarsCov2 (Nome del virus) è virus a RNA. Perciò muta. E del vaccino chimico ce ne faremo ben poco. Ma spero anche che lo vendano su Amazon, che lo applichino per legge, che tutti proprio tutti si vaccinino.
Perchè il popolo ha bisogno di questo: belare davanti al buon Pastore che si prende cura di lui.

Augh ho detto.

 

Come un gatto deficiente…

Può cambiarti la nottata.
Sono le 3.23 e un’ora e mezza fa, mentre facevo la maledetta rotonda della Romea, non vedo un gatto che attraversa la tangenziale finendo nel centro della rotonda?
Faccio due giri, vedo gli occhi rifrangenti. Mi fermo sulla linea bianca, ringrazio il Cosmo che sto benedetto virus limita il traffico, attraverso affidandomi alla sorte.
Sto deficiente riattraversa di sbieco. Lo vedo in lontananza.
Ho il cuore a mille.
Non per me, che comunque devo recuperare l’auto a mio rischio e pericolo, ma per il gatto stolto.
Sono bellissimi i gatti, nobili, coraggiosi, armoniosi. Ma cazzo se sanno essere dei deficienti.

Veneterroni

Lui napoletano tutto. Persino il nome che no… Non è Gennaro. Lei veneta ma tradotta bambina in quel di Napoli.
In gioventù lui trova lavoro e si trasferisce al nord. Sfornano due figli che parlano veneto, vivono a Marghera finchè tre anni fa vengono a vivere sotto casa mia.
Età da ultrasettantenni. Un figlio avvocato e una figlia trattata come una specie di serva.
All’inizio tutto bene, cordiali al limite dello stucchevole. Poi, gradualmente, invadenti.
Litigano in una lingua tutta loro che ho definito “veneterrone”.
Il problema è che litigano per ore. Ad alta voce. Tanto.

Ho trovato lo scovolino. Sono entrata in una ferramente, facendo il mio dovere in coda con mascherina. E niente… mi parte l’embolo.

La Regione Veneto e la Regione Lombardia dopo un mese di quarantena, mortacci loro, impongono la mascherina sempre e comunque, corredata di guanti, nei supermercati.
Ok… Ma perchè dopo 30 giorni? O subito o niente. Nel senso… a che pro metterla obbligatoria proprio ora che i buoi sono scappati?
Senza contare che la cosa casca con le famose mascherine farlocche che fanno passare anche zolle di terra e non servono una beata cippa.
Perciò quando vi è la difficoltà di reperire mascherine dignitose, cosa fanno le regioni? Ma le rendono obbligatorie e si sparge la notizia che adesso va bene tutto: sciarpe, pannolenci, tricot e uncinetto. Ovvio, altrimenti come giustificare quella specie di pezza in carta che ti forniscono ora da queste parti? Senza contare che a Treviso e Spinea la protezione civile va di casa in casa a consegnare, a Mestre… così per dire “stocazzo”.

Vabbè dai Di non essere polemica come al solito. Fa la brava.
Poi c’è la “gggggente”.
Gente che butta guanti e mascherine per terra come kleenex. Finalmente abbiamo la città più pulita e sti aborti ne approfittano per mollare la rumenta.
Gente che porta fuori i figli a giocare a palla (evvivaddio) con altra gente che esce solo con mascherina, guanti e giubotto in kevlar anche per mollare la spazzatura.
In supermercato dove la mascherina del cazzo è diventata obbligo, e chi come me ha sempre rispettato le regole ha dovuto per forza mettersene una sulla faccia esausta (meglio che qui se non aprono le estetiste me la vedo malvagia), c’è chi la tiene a cazzus. Ma anche qui… come fai a criticare uno che non copre il naso o che si soffia il naso coi guanti e poi non se li cambia, se la tizia ha la famosa mascherina delle Grafiche Venete che meritevoli certo di encomio, non servono però nemmeno a bloccare un virus della dimensione di un sasso se mai esistesse?
Poi c’è sta cosa…
Gente che esce di casa col terrore. Scollegata proprio.
Pensano che la gente cada morta solo perchè devono fare una commissione alle poste, che appena ti si sposta la mascherina ti scenda sangue dagli occhi e dal naso, che la peste bubbonica ti colga.
Niente non ce la fanno. Io come tutti conosco alcuni contagiati, ma si sono curati a casa e stanno benone. Gente che ha fatto correttamente tutto quello che serviva e vivaddio non avevano grossi problemi pregressi.

Stanotte è entrato in vigore anche il nuovo regolamento del mercato. Altra comica.
Una via d’entrata e una d’uscita. Con la gente che si accalcava che sembrava gli mancasse il pesce. E la vigilessa ha filmato tutto. Vedrai che chiuderanno il mercato perchè si sa… quando ci sono le feste, le persone diventano rincoglionite per garantirsi il guadagno. Ma se chiudono il mercato, col cazzo… fidatevi, col cazzo che si procede economicamente.

Insomma sembra davvero che le persone abbiano il cervello scollegato.
E io ne ho due coglioni… che tra un po’ mi serve la carriola.

Stateve accuort!

Qualcosa da dire…

Io ho delle cose che mi girano per lo stomaco.
Cose che vorrei dire alle persone che si ostinano a mettere l’hashtag iostoacasa.
Mi sta bene se chi lo fa è gente come me, persone che stanno combattendo perchè hanno un negozio, un’attività e spese che corrono ogni istante. Mi sta bene chi ha un bar, chi ha un ristorante, chi ha una bottega che gli da di che vivere.
Mi sta bene l’artigiano che se non lavora non porta a casa la pagnotta.
Ecco. Loro mi stanno bene, anzi sono eroi.

Non mi sta bene se a farlo è la fottuta star televisiva, o se a farlo è l’impiegato che può arrangiarsi con il telelavoro. Non mi sta bene se a farlo è la pensionata che comunque a fine mese la pensione la incassa, non mi sta bene chi si vanta di rinunciare ad andare a fare il Dj nei locali pubblici (grazie al cazzo, i locali non aprono dopo le 18).

Per un piccolo imprenditore, chiudere è davvero un atto eroico. Quando decidi di chiudere, sai che ti ci vorrà del tempo per risalire la china, sempre che ci si riesca.
Perciò ci provi a limitare i danni, o appunto chiudi se ti rendi conto che la tua attività è un’attività rischiosa. Penso ai tatuatori, alle estetiste, ai bottegai che hanno negozietti troppo piccoli.
Domenica uno dei miei fratelli è andato a Venezia. Tanti negozi chiusi per ferie certo, ma tanti anche per cessata attività. È da novembre che questa città e la sua provincia stanno agonizzando. Ed è da anni che Mestre sta agonizzando, prostituita ai centri commerciali e a una sudditanza psicologica ad una città che l’ha sempre considerata discarica.

Un’altra cosa che voglio dire è: la paura.

Per gli amanti di Wikipedia la definizione di paura è questa:

La paura è un’emozione primaria, comune sia al genere umano sia al genere animale. Il Galimberti così la definisce:

“Emozione primaria di difesa, provocata da una situazione di pericolo che può essere reale, anticipata dalla previsione, evocata dal ricordo o prodotta dalla fantasia. La paura è spesso accompagnata da una reazione organica, di cui è responsabile il sistema nervoso autonomo, che prepara l’organismo alla situazione d’emergenza, disponendolo, anche se in modo non specifico, all’apprestamento delle difese che si traducono solitamente in atteggiamenti di lotta e fuga”.

Perfetto.
La vogliamo smettere di dare degli stronzi a chi ha una reazione normale alla situazione, ossia di paura? Tra giornali, televisione, fb, e ogni cazzo di saccente virologo del web (da leggersi con sarcasmo), è fisiologico che quando uno sente parlare di zona rossa, ospedali al collasso, scelta su quale malato curare e quale far morire, le persone si prendano di ansia o peggio: panico.
Vogliamo smetterla di biasimare la paura?
Non è che forse la colpa è dei continui tagli alla sanità che hanno portato a un ridotto contingente di medici e infermieri, sale chiuse e materiale mancante?
E di rimbalzo anche i tagli alla scuola non sono un grande affare se il prodotto culturale sarà questo: gente che pensa davvero che FB sia il grande oracolo.
Prima si diffidava della stampa perchè “l’hanno detto anche in TV”.
Ora si diffida della stampa e della TV perchè l’ha detto FB, o instagram, o twitter.
Ma la buona abitudine di andare su siti seri di divulgazione: magari quelli dei ministeri, la Gazzetta Ufficiale, organi tipo ANSA etc… no eh? Troppo difficili forse? Ma come, tutte le cazzo di lauree che la gente ha per fare gli oracoli in video dove le ha prese? Ah già…

Vabbè avevo bisogno di sfogare un po’ di incazzature.
Avrei altro da dire, ma questo mi basta.

Ora mi applico, si preannuncia una settimana davvero brutta.

Il resto nel prossimo round.

Esausta

Oggi sono quasi riuscita ad andare a dormire presto. Stamattina avevo un sonno da record, stanca in modo impossibile.
Doccia calda e poi quasi subito un sonno esausto.
Mi sveglia la necessità di andare al bagno e commetto l’errore madornale di guardare il cellulare. Problemi.
Il fornitore è risentito perché ho dilazionato troppo i pagamenti. Fratello in ansia e stress a mille. Addio sonno.
Penso: Diana scrivi, leggi, fa qualcosa.
Ma quando hai energie a zero cosa vuoi fare?
A pensarci bene dovrei affrontare il fornitore o almeno parlarci e chiarire, combattere. Ma poi mi chiedo: combattere per un qualcosa che detesto?
Sono così stufa…

Posapiano Rodriguez e le parole…

Stamattina altro infarto.
In genere la mia notte inizia così: arrivo, poso la borsa in ufficio (ora accendo tutte le luci e faccio un casino della Madonna), poi passo in spogliatoio, mi cambio, prendo i guanti e grembiule,  passo per la sala lavorazione, accendo la bilancia e vado a dare una mano all’incassettamento.
Poi torno in sala, buco le piovre per farle affondare, poi aggiungo il sale, e mi tolgo guanti e grembiule e prendo carta e penna. Conto le casse per tipo e finalmente vado in ufficio a fare etichette e bolla di vendita. Preparo la colazione e poi inizio la nottata lavorativa in sala che va dalle 3.30 circa del mattino fino a quando è finito tutto e viene lavato e spazzato ogni angolo della sala.
Varechina e detersivo per piatti.
Tutti i sacrosanti giorni.
Nel passaggio che va dal conteggio delle casse e il mio andar verso l’ufficio, sto camminando in un breve disimpegno quando sento una cosa che mi urta lo stivale. Come un calcio leggero dato da un bambino. Guardo in basso e vedo Speedy Gonzales che corre verso la porta d’uscita e si butta nella boscaglia del capannone qui confinante e abbandonato.
Urlo: “ahhhhhrrrrrgggg sòrze…” (sorcio).
Mio fratello corre nella mia direzione e segue il rattonzo che ormai si è dato letteralmente alla macchia.
L’infame è rientrato Dio sa come, scansando i pezzi di brioche messi ai lati della porta per valutare se per caso ha imparato la strada.
Il vigliacco l’ha imparata, snobbando la brioche e venendo a passare la giornata nel capannone per poi scappare quando arriviamo e accendiamo le pompe per l’acqua.
Come detto, dovremo mettergli la sorpresa avvelenata. Mi dispiace per lui, perchè è una morte orribile, e seppur io ne sono terrorizzata, non credo esista essere che debba essere ammazzato così.

Queste cose scuotono la mia anestesia fisica e spirituale. Da sabato i miei fratelli non si parlano, il freddo è arrivato e io penso di aver usato tutti gli strati possibili e non siamo ancora sotto zero, il peso acquisito mi rende amara la vita, il pollice della mano destra (soprannominato “micropene”) è inquietante e doloroso, e ieri sera per fare due passi in centro (dal commercialista) tutto il lato destro del corpo mi faceva camminare stortina e lenta.
Insomma, un capolavoro di arte astratta la sottoscritta.
Quante “t” in una frase sola eh?
E poi penso a chi mi ha fatto male. A quella persona che gratuitamente mi ha ferita. Capisco che si sia sentito ferito a sua volta, per avermi presa come pretesto per il suo dolore. Ci sta e non ci sta.
Ci sta che abbia cercato qualcuno a cui dare la colpa, non ci stanno le ragioni che mi ha addossato.

Cosa centra Posapiano Rodriguez?
C’entra, c’entra sempre…
E ricordate… Posapiano Rodriguez è sempre armato!