Barcollo ma non mollo.

Ore 1.12 – Sabato.
Sotto Jethro canta Kelpie.

Oggi giornata in risalita veloce.
L’inguine dx ancora aperto, ma niente essudato (poca cosa), e l’inguine sinistro in fase di guarigione.
Sono uscita. Ieri e anche oggi.
Unico problema, il fuso orario delle Samoa. Mi addormento alle 5 del mattino per poi rimanere rinco tutto il giorno.
Forse sono le prove tecniche per il mio futuro lavorativo.
🙂 Beh dai tutto sommato non è male. Se riesco ad essere a casa per le 8/9 del mattino, qualche ora di rapporti con i “diurni” mi rimane.

C’è una strana pace attorno a me. Una sorta di quiete pre tempesta.
In questo mese ho fatto molta autoriflessione, ho preso delle nette posizioni, ho riallacciato affetti che avevo in qualche misura danneggiato.
Come sto? Stranamente neutra. Non felice, non triste. Neutra, e pronta a captare un sorriso, una mano sul cuore… e provare sentimenti.
Gratitudine, ma anche affetto, dolcezza… piccole onde di romanticismo, nel senso più tenero della parola.
Penso agli occhioni meravigliosi della mia piccina oggi, mentre si strusciava sulla borsa di I.
Sembrava dire “ma mamma, la borsa era qui, io l’ho trovata sai e adesso è mia…”
Guardo quella matassina di pelo e mi scoppia il cuore. Adesso è sulla mia parte di letto, spiaggiata che russa della grande.

Ieri notte ho chiacchierato con mio marito.
Mi ha detto delle cose davvero belle.
E non per tacchinamento o per piaggeria.
Ho iniziato chiedendogli cosa pensasse di una persona così piena di cicatrici, se trovasse la cosa repellente.
Lui, di solito parco di parole, mi ha detto cosa pensa. Di me. Di quella che sono. Di come ero, e di come sono.
Poi mi fa: ti faccio vedere una cosa per farti sorridere…
Mi manda una foto. La mia, che gli mandai oltre 10 anni fa, quando ancora chattavamo su MM.
L’aveva ancora.
Mi ha intenerita.

Listening: Corvus Corax – Totentanz

A fine Luglio si terrà una festa a Venezia città.
Un party fetish.
Sono entusiasta e felice. Una cornice unica.
Sto pensado di comprare per l’occasione un corsetto. O di mettere addirittura un abito in stile. Tutto da capire, da valutare.
Temo il caldo. Perciò un abito in stile richiederebbe quantomeno che non ci fossero le maniche.
Ho già almeno quattro accompagnatori per la serata tra master e slave.
🙂 E io frego tutti andandoci da libera battitrice.
Sono una leonessa che caccia per se stessa. Non per i leoni.
Alla Totò: arrangiatevi!

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Matrimonio DD sola

Già…

Ammazza che pupazza.

Ho rubato questo pezzo a CorvoBianco
Penso che ben si adatti al mio momento. A quanto ho scritto. Lui l’ha dedicato al suo amico. Io lo dedico al mio momento.

Sul fronte orientale  sempre peggio.

Stamattina la notizia comica: la banca non elargisce perchè ci sono problemi col governo.

Ora… Ci vuole un gran senso dell’umorismo per accettare una risposta simile. Perchè di contro, l’ideale sarebbe saltare al dilà del banco, e puntarsi una pistola contro. In bocca.

Niente urli e strilli. No.

Il Governo è in crisi? Niente soldi.
Ma dai… E se non fosse in crisi? Quale sarebbe la scusa? Le scorregge del Mar Baltico che non producono metano?

Eh si sa. Il Metano ti da una mano.

Qui intanto non si dorme. Si pensa, si medita, ci si dispera anche un pò.
Ma poi: c’è soluzione? Si. Di cosa ti preoccupi? C’è soluzione? No. E allora… di cosa ti preoccupi?

Mi preoccupo si. E allora aspetto che il sole scaldi un pò. Mi metto in cortile, con un the caldo in mano e penso.
Ho anche un pò voglia di piangere.Magari piovesse. Almeno mi sentirei capita. E poi bla bla la pioggia bla bla.
Se piove mica si vede che sei triste. Pensano che sei meteoropatica. (ho googolato per controllare come si scrive)

Se piove, la gente si arrabbia perchè è finita l’estate. Non importa se è luglio. Piove? Eh ecco, basta caldo, adesso a settembre siamo col piumino.
Se piove, compaiono sciarpe che le metti in testa anche come cappuccio. E hai meno voglia di uscire. Non sai che scarpe mettere. O meglio lo sai. Ma ti rode un sacco mettere i calzini, cercando di conservare quel minimo pensiero estivo.
Se piove tiri fuori le giacche da mezza stagione. Ne troppo calde ne troppo scoperte. Quelle cose che, non appena smette di piovere muori di caldo. Ma come riprende, muori di freddo.

Nella pioggia succedono un sacco di cose. I mici diventano più belli. Ma solo se hanno una casina, anche se diroccata. E qualche crocchetta.
I cani invece sembrano più tristi.
Gli uomini diventano… dipende. Chi triste, chi malinconico, chi romantico.
Chi sogna di starsene a letto con un libro, chi con una donna. Chi pensa che la pioggia sulle finestre sia romantica. Chi assapora castagne e patate americane. Chi beve vino nuovo e pensa al nuovo che arriva.

Io penso che sono in una fase difficile. Mi sembra lontana la botta di adrenalina del volo. Un volo che ho così tanto desiderato… Ho voluto fare quella cosa, cercare la catarsi, superare un limite.
E l’ho fatto, sentendomi per un attimo davvero immortale. Poi però… La dura realtà. Ogni giorno ho voglia di urlare al mondo: mavatteneaffanculo…
Già. Vattene affanculo, tu, le banche, il governo… E con te, ci vengo pure io a farti compagnia.

Appena chiamato un fornitore. Vorrei buttarmi su un quintale di cioccolata e panna.
Mi limito ad un the senza succhero.

Voglio solo dormire nell’armadio.

 

… e tre! Il quarto vien da sé!

Se faccio un altro starnuto (o sternuto? Ora controllo)…

starnuto (meno com. sternuto, pop. stranuto) s. m. [lat. tardo sternūtum, der. di sternuĕre «starnutire»]. Fonte Treccani e un gatto.

Rewind! Se stranuto (pop!) un’altra volta, mi piscio addosso.
In sottofondo Lykke Li, che se la trovo per strada, la meno con una roncola.

Ho passato la notte in bianco. E per colpa mia. Oltre che dell’ineffabile felino.

Ieri sera, mi sono guardata (oddio… guardicchiata) il film The  lincoln lawyer. Carino. E poi una puntata di The Big Ben Theory.
Stavo per zomparmene a dormire quando mi fermo (maledetto Sky) su Realtime e su Malattie imbarazzanti XXL.

Ginecomastie, riduzione del seno, pelle in eccesso… Porcadiquellamanzaansiosa! Vedo staccare capezzoli come se fossero lamponi da una grossa pianta. Messi da parte e poi riattaccati.
Il cerusico sorridendo dice: mah si, non saranno mai più sensibili, ma il prezzo vale la candela.

Sto cazzo!

Mi lavo i denti, la faccia, risciacquo il risciacquabile e mi dirigo a letto, dove trovo spiaggiata in tutta la sua maestosità la Pigolz che inizia a fare restistenza passiva.
Dopo mezz’ora buona di tentativi delicati di farla spostare, riesco a stendermi. E’ quasi l’una.

Nel buio rivedo elettrobisturi, capezzoli, cicatrici e bendature. Mi viene la paranoia. Penso a Mario, alle mie braccia, alle mie tette… E ho gli occhi sbarrati come due finestre.
Come apro l’ipad arriva la gatta a fare il pane. Mi devasta con comodo il braccio, poi si schianta sul letto.
Gioco un pò. Leggo. Ma niente sonno.
Finchè alle tre, riesco a farmi prendere dalla cecagna…

Sento un rumore tremendo, e tadaaaannnn l’infida felina decide che è ora di vomitare un bolo di peli. In due comode rate. Perciò corrile appresso per pulire il disastro.

E’ l’unica gatta che vomita e scappa nello stesso tempo, lasciando una scia di succhi gastrici e boli di pelo per tutta casa.Mi guarda con la faccetta colpevole. Quasi a scusarsi.
Pulisco e trascino le mie stanchissime ossa verso il letto.
Tre secondi dopo sento i tacchi di Miss Vomiting che arriva, sale sul letto e mi rifà il pane sul braccio che ormai sembra coperto da un Rush Cutaneo degno di Dr. House.

E ho anche i cervicali in fiamme, il ciclo in arrivo, ansia da prestazione per la sospensione, ansia da intervento chirurgico, e mi prende una fame chimica da paura. Ma resisto. Strucolo la Pigolz e mi addormento esausta alle 5. Per poi alzarmi due ore dopo cappottata.

E vuoi non menare Lykke Li? Con una roncola sarda. Senza tanti complimenti.

Domani c’è una cena con i Bacari a Mestre.
Spritz come se non ci fosse un domani, pappa buona, musica e gente.
Poi lasciamo che agosto prenda congedo. Inizia il mese delle attese, dei cambiamenti. Si ricomincia a correre.

Sperando di non inciampare.

 

Soldatino Pigolz a rapporto!

Amo quella metrata e mezzo di gatto che si spiaggia sul letto vicino a me.

Mi ha devastato il braccio destro impastando come una zdora intenta a fare l’impasto per il tortellini (o cappelletti – sia mai che qualcuno manifestasse del risentimento).

Dovrei spuntarle le unghie. Quando cammina sembra una zoccola in tacchi a spillo. La senti arrivare dal tic tic tic che produce con le unghiette sul pavimento.

Pesa 6 chili e mezzo. E’ una signorotta morbidiccia e adorabile. Io la amo disperatamente.

Stamattina è venuta almeno tre volte a farmi il pane. Ho tutta la pelle graffiata e persino la stoffa della maglietta mi da  fastidio.Prima di uscire di casa, si è posizionata sul tiragraffi di cartone, seduta sulle zampette dietro e con una postura da soldatino composto. Le ho fatto il saluto militare prima di uscire e sono venuta in ufficio.

Un animale ti cambia la vita. Soprattutto se glielo permetti.

Qualche tempo fa, lessi su FB che i Vegetariani (Veg) e gli animalisti sarebbero più falsi ed egoisti. Questo ha aperto una discussione. Mi son rifiutata di partecipare. Ma la mia laconica risposta è stata “ben felice di essere falsa ed egoista”.

Credo che si volesse dire che i veg e gli animalisti sono più attenti agli animali che alle persone.
Questo è egoista? Hummm forse si. Ma falso perchè mai? Personalmente tanto faccio per gli animali, tanto faccio per gli umani. Con la differenza sottile che gli animali spesso se lo meritano e gli umani no.
Ma tornando a ciò che dicevo… beh molto del mio cambiamento, del mio stile di vita, del mio modo di reagire è merito della Pigolz. Lei, con i suoi modi di fare da bulla timida, con quel muso di una bellezza senza pari, lei che mi saluta con quella vocina sgnanfa…

Quanti pianti mi sono fatta su quella schienuzza bianca e grigia? Lo sa solo lei. Quante notti me la sono tenuta sul petto a fare ron ron mentre le sussurravo nelle orecchiette i miei pensieri. Lei che ha preso lo spazio lasciato vacante da mia mamma. Lei che conosce ogni piccolo angolo del mio cuore.

Le racconto della Lollo, di Dade, di me, delle mie paure. Le parlo delle mie giornate, condivido con lei un biscotto, gioco con la sua codona. Le infilo le dita nelle orecchie, le accarezzo la testolina saggia che tace ma che con quello sguardo,  mi risponde nelle mille lingue che i gatti conoscono.

Non c’è modo di spiegare quanto amore provo per quella minuscola creatura. E se questo mi rende falsa ed egoista, beh, faccio spallucce. Penso che siano caratteristiche umane e non di una categoria alimentare.

Credo che di stronzi sia pieno il mondo. E se mi annoverano nella loro legione, beh, pazienza.

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Dalla, Pioggia, Pizzetta

Oggi piove e sembra autunno.

C’è un vento fresco, che presagisce che l’estate, quella calda estate, fatta di cocomero, granite alla mandorla, tuffi in piscina fino al tramonto, è passata. Ora verranno giornate meno umide, meno stancanti, la città torna ad essere operosa.

Le giornate come queste mi mettono voglia di ascoltare Dalla.

Listening: Dalla – Le Rondini

Sono appena rientrata in ufficio dopo un giro di “piacere” all’ufficio postale. Poi passaggio a prendere due pizzettine che fanno al Degan qui vicino. Ho scoperto che le fanno senza prodotti animali, e solo con la salsa di pomodoro. Per altro sono ottime.

Ieri ho fatto un esperimento cretino.
Ero a casa da sola, e non sapendo cosa farmi da mangiare, ho trovato nel frigo un vasetto di tonno disperso da tempo immemore, preso in caso di ospiti a cena.

Penso: povero tonno morto, beh dai, provo…
In passato sono stata fan assoluta e sfegatata del tonno. Ne mangiavo a badili.
Beh ieri, al primo boccone ho dovuto sputare tutto. Da morire. Lo schifo, il saporaccio, l’odore… Niente.
Ho controllato la data di scadenza – Febbraio 2015.

Era da così tanto tempo che non lo mangiavo che nel tempo ciò che trovavo delizioso è diventato orrorifico. Bah. Mi sono dirottata su gallette di riso (ma solo perchè non avevo pane) e marmellata di fragole e lamponi. Che mi ha tolto il saporaccio orrido e mi ha rimessa al mondo. Perforza! Botta di zuccheri! 🙂 Ma c’è niente di più consolatorio dei carboidrati?

A tuttoggi peso 95Kg. Ma mi sento sempre uno schifo.
Ho la faccia di una prugna, le spalle di una morta di fame, il culo che fa provincia e due San Daniele DOP.
Troppo grassa, troppo magra, troppo grassa, troppo magra. E così vado in paranoia. Mica poco.

Listening: Dalla – Cara

Il lato positivo di questa estate è che con la Pigolz ho riscoperto un mondo di coccole. Dopo l’operazione ha ripreso a farmi un mare di fusa, a nascondere quel musetto da zoccolone nel gomito, a chiamarmi quando vuole che le metta il braccio a disposizione per farmi il pane.

Da settembre, ricomincia l’attesa per la chiamata. Da quello che ha detto il buon Mario, tra settembre e novembre ogni momento è buono. Poi vabbè devo sempre mettermi in coda a priorità ben più gravi delle mie braccia e del mio seno.
Ammetto che però vorrei aver già risolto. Fatto, archiviato. Stare bene.

E’ solo che ho un sacco di paura, sommata a paranoie, sommata a stanchezza, sommata ad una malsana malinconia. Tanto che nemmeno le pizzette riescono a farmi stare meglio! 🙂

Io capisco che le persone vogliono solo aiutarmi a superare questo momento. Ma è complicato. Dannoso e complicato, perchè io non voglio che nessuno provi ad alleggerire questo peso. Non voglio facili soluzioni da psicologi laureati alla wikipedia institute.
Essù fatemi il piacere, ignoratemi. Che è meglio.

Listening: Dalla – La sera dei miracoli

Vabbè ora un caffè e finisco. Poi me ne vado a casa.

Pomodori al forno con capperi e cipolline. Gnam!

Nice to meat you

Listening: Morrisey – Let Me Kiss You

Sorrido. Piove.

Non serve che spiego il motivo del mio buon umore.

La gente è supervestita, io rimango sotto la pioggia ed ascolto l’acqua che mi racconta storie.

Quando piove, d’estate, non puoi esplorare, non puoi muoverti e viaggiare. Non puoi che rimanere in una stanza e guardare il cielo.
Se piove io vado a caccia di mostri. Del mostro dei viaggi. Vive nell’armadio, nella tasca del cappotto invernale. Rimane li, tranquillo, in letargo, finchè, quando l’acquazzone estivo diventa importante,  e mi viene voglia di andarlo a disturbare.
Lui si stiracchia, si gratta il pelo con gli artigli, e si rannicchia nella mia mano. Fa le fusa come un gatto a volte.
Ed appena mi sente rilassata, mi emette sommessi respiri.  Ed il viaggio ha inizio.
Corro veloce nello spazio e nel tempo. La pioggia mi bagna il viso, ma più su, oltre le nubi, non piove più.
E da li, in alto, vedo quei posti che desidero vivere. Sabbie roventi ed acque infinite. Vedo in lontananza lo sfiato delle balene, le loro immense pinne battere sull’acqua, vedo i monsoni innondare il pianeta.

Poi lentamente, torno a casa, la pioggia cessa di cadere, ed un po’ lo ammetto, mi dispiace.
Ripongo il mostro dei viaggi nella tasca del cappotto. Lui sbadiglia e mi guarda con le palpebre socchiuse. Solleva appena la zampina, quasi a dirmi ciao…
Lo lascio riposare, so che ancora non è il suo tempo. Fino alla prossima pioggia.

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Ieri sono andata a cena con due coppie di amici.
Veggie Nugget e funghi speziati per me.
Tofu Salad per Mauro.

Filetti ed Hamburger per gli altri. Al sangue.
Mi veniva da vomitare.
L’odore di cadavere abbrustolito. Terribile.
Da quando ho deciso che basta carne/pesce/formaggi e latte, non mi era mai capitato di provare un senso di orrore simile.Guardavo il loro piatto e provavo un sentimento pari alla vergogna. Mi vergognavo io per loro.

E non si rendono nemmeno conto… Vabbè… ho fatto la promessa di essere tollerante. Ma…

La prossima volta, mi alzo e me ne vado. E’ vero che non criticherò il loro piatto, ma non sono obbligata a rimanere e sentire il bisogno di vomitare.

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It’s raining cats and dogs

1009822_10151740555202300_174669270_nBuongiorno una minchia.
Ho dormito se va bene, un paio d’ore. Umore fosco come la mattinata che ho visto arrivare. E fa caldo, e fa freddo, e accendi il condizionatore, e spegni il condizionatore.
Chiacchiera con qualcuno in attesa che Morfeo, mortacci sua, venisse a darmi un colpo in testa, ma niente.

Poi però arriva lei. Si posiziona tra il fianco ed il braccio. Punta le zampette aguzze sulla carne morbida e fa il pane con un sonoro ronron. Poi nasconde il musetto nell’incavo del gomito facendosi accarezzare la crapina bianca e grigia. Certo le unghie sono dolorose quando le aggancia sulla pelle per impastare, ma questo rito che si ripete due o tre volte per notte, mi mette pace. Mi dice che va tutto bene. Mi rassicura che anche l’indomani sarà imperante il rincoglionimento da poco sonno. Ma pazienza. Ho voluto il gatto? 🙂

Esiste niente di più bello di un gatto che ti da il suo amore? Per i miei parametri, c’è molto poco che possa venire paragonato a tale onore. Molto molto poco.

Oggi arriva il nipote da L’Aquila, con fidanzata al seguito e a momenti risale anche la Cianciulli. Ho un’attivazione Reiki da fare, ho un paio di cene programmate, ho un paio di gite a Cison e ho un sonno becco. Ma becco becco.

Tra l’altro la stanchezza mi rende molesta 🙂 se non fosse che c’è mancanza cronica di materia prima. Ma che ci si può fare? Mettere un annuncio?
AAA – Cercasi baldo giovane poco tricotico, non fumatore, amante sapone, agile scalatore,  con gran senso dell’umorismo, per calde serate estive. Astenersi perditempo.
Offresi serietà, pulizia, poco impegno. Contattare privatamente.

Lo so, la materia prima scarseggia a causa di “agile scalatore”. Ma che ci volete fare, mi piacciono le cose complicate. Tipo appeso al lampadario in stile “io Tarzan tu Jane”, ammesso e non concesso che il lampadario riesca a sostenere il peso del pulzello arrampicatore.

Hummm peccato! Ho postato l’annuncio senza le specifiche interessanti tipo: abile linguista, superdotato, intimamente depilato, amante scopate senza pietà etc…

Tutti termini che in linea di massima stimolano la mia curiosità. Per esempio “intimamente depilato”. E’ ovvio che si intende depilato anche li. Ma “intimamente depilato” fa molto uomo che interiorizza il pelo. Che lo sente intimamente. Mah. Ma scrivere semplicemente “genitali depilati”? Pare così brutale?

E le “scopate senza pietà”? Ora… quando l’ormone batte in testa, non c’è Dio che comanda.
In tempo di carestia ogni buso l’è pertuso, e fin qui… Ma senza pietà? Ossia, mi meni col randello del potere fino a farmi stramazzare sul letto? Beh posso anche starci, sempre che tu ci riesca, ma dubito seriamente che la performance duri più di venti minuti. Su, siamo realistici… Credo che siano più i preliminari che possono durare allo sfinimento, ma quando il segmento A è entrato nella fessura B, è solo questione di tempo. Prima o poi (più prima che poi) sarai tu a chiedere pietà. Soprattutto perchè il tempo refrattario, amico mio, è roba tua, non mia.

Sull’abile linguista non ho molto da dire. Apprezzo assai la pratica. Mai fatto mistero della cosa. Certo che l’abile linguista sommato ad intelligente conversatore (uso molteplice della lingua di cui sopra) è un binomio irresistibile. (Meglio se con barba incolta che gratta).

Superdotato. Embeh! Com’era l’adagio? “No longo che toca, no grosso che stropa, ma duro che duri”…
Certo che sempre disponibile a trovare chi da un nuovo senso alla parola “sazietà”.
🙂 dai scherzo! L’importante è l’uso che se ne fa! Giusto? E poi se uno è abile linguista, cosa se ne fa di una mazza da baseball? (oddio… so che la lista è infinita, magari prima mi scopa allo sfinimento, e dopo avermi saziato e stramazzato, si fa una partita giusto per ammazzare il tempo refrattario).

Sono trascesa. Ma l’ho detto prima, quando sono stanca, non ho freni inibitori.
E come dice qualcuno: “non è elegante per una Signora usare certi termini”.

Oh beh, il camionista che è in me, riesce in performance anche più veraci, degne del miglior Brega.

Non a livelli di “smutandati che ti adopero”, ma grazie alla mia verace venezianità e al mio talento naturale potrei anche arrivare al “tavolasso e polpacio in spalla”.

Signora io? Ma certo! Adoro che mi si chiami Ma’am.

Listening: Benny Benassi – Satisfaction