Flower

rosa-rossaMi sono svegliata con un pensiero per te.
E’ stato bello riconoscersi, guardarsi negli occhi e dire “si sei tu”.
E l’abbraccio? Come tra due amiche che non si vedono da tempo, e nonostante tutto si sono lasciate solo poche ore prima.
Io alla scrittura devo molto.
E’ una compagna importante, fedele, forse l’unica che mi è rimasta sempre accanto, nonostante la moltitudine avuta attorno da sempre.
La scrittura mi ha regalato emozione, sia che provenisse da me, sia che provenisse da altri.
La letteratura, lo scrivere, sono un dono importante. Se poi si è fortunati e si riesce ad essere autori di parole, di letteratura e di scrittura, il dono diventa talento, si riesce a portare nella vita altrui un viaggio importante, fatto di sogni, emozioni, lacrime e risate.
Tu questo talento ce l’hai. Lo celi male dietro a quello sguardo pazzesco che punti addosso alle persone. Lo liberi spostando la massa bionda di capelli.
Ti svelo un segreto amica mia… a me le bionde lasciano sempre molto perplessa. Ma tu, bella così, con quella parlata ibrida di donna del sud, fughi ogni dubbio con un sorriso luminoso.
Grazie di tante cose.
Ma soprattutto grazie di quella stretta forte, dell’avermi riconosciuta. Accettata.
Grazie a Eddie. Lui nemmeno ne è consapevole, ma è l’autore di un grande regalo: l’aver permesso che noi, viaggiatori della parola, ci incontrassimo in questa epoca.

A Rosa. Che è azzurra come il suo sguardo, oro come i suoi capelli, limpida come la sua risata.

I write for.. Eddie Crane

“Mi innamoro spesso. Non amo quasi mai. Mi innamoro tre volte al giorno. Amo tre esseri bellissimi. Due uomini e una gatta”

Post n°298 pubblicato il 26 Luglio 2014 da Eddie_Crane

Dopo il Post di Diana dei giorni scorsi, più di qualcuno mi ha chiesto se Diana è una personaggio di fantasia oppure se esiste veramente

Qualcuno ricordava di un personaggio femminile, un po, diciamo cosi, “fuori dalle righe”, che era comparso nel blog l’anno scorso e mi chiedeva se Diana fosse vera oppure no, oppure a metà strada.
“Mio Dio si, Diana è verissima!!” ho risposto a chi me lo ha chiesto, “vera fino all’osso!”
“Diana esiste veramente, eccome se esiste, ci ha messo pure il suo viso”

Si.
La donna che per ora compare nelle foto dei sui scritti è lei, Diana, un’amica che ho conosciuto al Cenacolo Letterario che frequento da qualche mese, alla quale avevo chiesto se, oltre per il suo blog, aveva voglia di scrivere qualcosa anche per questo.

Le foto sono le sue che mi invia assieme alla musica, per inserirle tra le sue parole
Di quello che mi arriva io non mi sogno di toccare una virgola.
(Beh, per la musica qualcosa da dire e qualche idea alternativa io ce l’avrei pure …^_^)

Stamattina, Diana con una mail mi ha regalato un altro Post.
Ed io, che avevo qualcos’altro da dire e avevo voglia di dedicare qualche minuto ad un Post vocale, non ci ho pensato nemmeno un minuto
.
Fermo tutto e divido con voi questo regalo.

A presto


…..

“Hot sticky scenes, you know what I mean
Like a desert sun that burns my skin

I’ve been waiting for her for so long
Open the sky and let her come down”

Amor ch’a nullo amato…

Mi innamoro almeno tre volte al giorno.
Di un libro, di un quadro, di un’immagine.
Mi innamoro di un cane, di un fiore, di una canzone.
Il problema è che spesso mi innamoro anche di uomini o donne.
Magari non tre volte al giorno, ma sicuramente tre volte alla settimana.
In questo momento amo due uomini. E una gatta.
Li amo davvero. In modo dolce e straziante, violento e sereno, animale e istintivo.
Con uno dei due uomini invecchierò. Lo so da sempre.
Ci siamo scelti come compagni di vita. Nella buona e nella cattiva sorte, come cita l’antico rituale.
Rimarremo sepolti tra peli di gatto, libri, alchimie culinarie.
Siamo accumulatori di ricordi, e lo spazio ci piace pieno, saturo.
Con l’altro amore, ci distruggeremo e ricostruiremo molte volte.
Rimarremo sepolti da immagini, parole, sensazioni. Emozioni vaneggianti e alchimie chimiche.
Lo spazio sarà zen, vuoto, nowhere. Cammineremo trasversali in questa epoca.
Lo abbiamo sempre fatto.

A chi dei due rinuncerei per amore?


…Diluvio universale…

Sabato 26 luglio 2014 – 10.08 a.m.

Fuori piove una pioggia violenta. Incazzata. Sto forse violando una legge divina?
Parlo di tanti amori, di cuori divisi, di un sentimento totalizzante solo quando sono io più un numero variabile di amori?

La pioggia è mia amica. E’ una compagna di viaggio.
Si abbatte sull’anima e la lava. La frusta come un’impietosa aguzzina schianta una prigioniera.

… Diluvio universale …


Non rinuncerei a nessuno dei due.
Perché uno è il mio sangue.
L’altro è la mia anima.
No. Come potrei togliere un’unità da un’unità?

Parlo di amori. Non di innamoramenti. Non di sesso o scopate.
Perché gli innamoramenti sono altri. Durano mezz’ora.
Il tempo di rubare l’emozione che danno.
Una carezza ad un cane, i tre minuti della voce di Till, Dave o altri.
La bellezza di un capitolo di libro.
E poi il ragazzino giovane e pieno di vita che mi trova bellissima, nonostante la mia età e la mia misantropia.
Un bacio da film dato con entusiasmo, una barzelletta che fa ridere solo lui, il suo chiamarmi “piccina”.

Anche le scopate sono altro. Non si avvicinano all’amore. Mentre il sesso si.
Fatto con dolcezza, attenzione, lentezza. Lasciare che tutto il mondo si concentri nell’attimo in cui muori e resusciti. Si chiama “fare l’amore”, curioso vero?


… Diluvio universale …

Sabato 26 luglio 2014 – 10.12 a.m.

Le chiamano bombe d’acqua.
Un tempo non le chiamavamo acquazzoni?
Forse è un modo antico di dire. Ma acquazzone sa di aquilone. Qualcosa di bello, di intenso. Un momento rubato al cielo.

Gli elementi si abbattono furenti.
Sono prigioniera del cielo.

… Diluvio universale …


Dicevo: mi innamoro spesso.
Non amo quasi mai.
Mi innamoro tre volte al giorno.
Amo tre esseri bellissimi.
Due uomini e una gatta.

Cult
Rain

Guest

Eddie Crane, mi ha chiesto di scrivere qualcosa per lui.
E qualche settimana fa gli ho spedito una presentazione.
Poi oggi, avevo scritto per qui, ma poi, non so… ho dato a lui quanto scritto.

Perciò creerò uno spazio dedicato, così ho anche qui la via diretta per il suo blog.
Devo solo studiare come fare.

L’antologia si farà. Il racconto è quello che ho presentato al Cenacolo, con le dovute correzioni.
La mia Musa spero ne sarà felice. Io lo sono.

Piove ancora. La tv spenta, la Pigolz che gira per casa con la faccia di una che si è appena fatta una canna.
Io ho perso ancora peso.
Il ciclo a quanto pare è terminato.
E ho solo 10 euro in tasca.

Intanto si avvicina la data.

Il 5 agosto andrò sotto i ferri.
Sarò la seconda.
Ho paura.
Prima non avevo metri di paragone. Ora si.
Boh andrà come deve andare.
E nel frattempo, piove.
Si piove.

Grazie a Eddie per lo spazio che mi concede, grazie a chi mi sta commentando sul sio blog.

 

1° post – Presentazione

Diana

Post n°294 pubblicato il 21 Luglio 2014 da Eddie_Crane
 
Stamattina, nella posta elettronica ho trovato la mail di Diana
Diana è un’amica “alternativa” che ho conosciuto al Cenacolo Letterario e alla quale avevo chiesto di scrivere un post per il mio blog
Lei ha un blog su wordpress che io leggo ed è talmente diverso dal mio che non mi ha mai lasciato indifferente
Affascina e inquieta
Forse Diana cerca il limite estremo per placare la sua anima, io non lo so, non la conosco abbastanza per poterlo dire
Nel suo Blog ci sono le sue cadute, le risalite, i suoi voli e la realtà con cui deve ferocemente battersi tutti i giorni.
No, credetemi, leggerla non lascia mai indifferenti
C’è molto di lei dentro quel suo spazio virtuale
Ed è sincero, per questo mi piace
Come lei, sincera, immediata, curiosa
Anche questo mi piace.
Le avevo chiesto un Post da pubblicare qui e le avevo lasciato carta bianca su tutto, sul testo, sulla foto e sulla musica da inserirci
“Presentati, scrivi quello che vuoi” le dissi qualche settimana fa
Ieri sera mi è arrivata la mail
Diana ci ha messo la faccia e c’è molto di lei nelle parole che oggi lascia qui dentro.
Se potete, se avete dieci minuti di tempo, leggetele con il cuore, ne vale la pena.
E una piccola finestra socchiusa – a leggerla forse non troppo piccola – sulla sua vita.
E questo capita raramente
Un saluto
Eddie


“Per tutta la vita ho frantumato tonnellate di cibo ed emozioni.
Poi un giorno pensi che non stai vivendo, che il limite è toccato e non basta più nemmeno scavare. Decidi che vuoi smettere. Basta mangiare, basta calorie.
Basta nascondersi, basta!”


“Continuo a pensare che un uomo docile e con un collare, sia erotico.”

“Mi appendo con i ganci sotto pelle. Ma non sono più una balena all’amo.
Sono Diana che cerca un abbraccio.

“E se volete sapere, fa male.
Se vi dicono il contrario, vi dicono una stronzata. Fa male.
Ma quando sei su, sei immortale. E bellissima. E sei ad un passo dal cielo.
E li le senti finalmente…
Senti mani amorevoli che ti accolgono.
Le mani di mia madre. E il vento che mi dice “amore mio, ti amo”.

(Diana)

Mi dice: “presentati e non farti paranoie”.

Non me ne faccio. Non è casa mia questa, porto il rispetto di un’ospite invitata. Mi sfilo le scarpe, indosso le pattine, mi siedo composta senza mettere i piedi sul divano.
Accarezzo il gatto, ammiro le pareti.
Hai una bella casa amico, apprezzo sopratutto la selezione musicale.
Anche quello che scrivi non è male. Si vede che stai aggiustando il tiro, dai primi testi hai imparato a capire quali nodi sciogliere.
Non parlo di quello che scrivi qui, parlo del circolo.
Anche se non sembra, ascolto tutto, penso alle parole, e quanto differente è sentir leggere un testo dal suo autore, piuttosto che leggerselo da soli.
La voce è importante. Da corpo e densità a quello che si dice.


 

Io mi presento, sono Diana.
Niente di buono e di bello da mostrare. Solo una bulimica, di cibo prima, di parole dopo.
Per tutta la vita ho frantumato tonnellate di cibo ed emozioni. Fino ad arrivare a distruggere tutto.
Pesavo centocinquanta chili. Quanti sono? Prendete in braccio uno che vi somiglia e camminate con lui addosso, fateci le scale, andateci a lavorare. E tutto questo fatelo per quarantanni della vostra vita.
Ah lo so, non me l’ha ordinato il dottore. Me l’ha solo ordinato il cervello. Poi si è spento.
Non giustifico un atto incivile di suicidio, intendiamoci. Semplicemente in poco tempo, ho perso due grandi amori. L’uomo che volevo accanto a me, e mia madre.
Qualcosa nel meccanismo si è rotto. E ho iniziato a desiderare di scomparire.
Vabbè il resto è storia. Ingrassata, sformata, imbruttita, arrabbiata.
Eh si. Perchè ti incazzi a morte se non ti dicono che sei come tutti gli altri. Perchè ti illudi di essere viva.
E fai tante cose.
Compensi.
Compensi la solitudine col cibo.
La mancata sessualità, diventando un’aguzzina.
Imparando che se vuoi, puoi metodicamente fare male a te stessa, e c’è chi vuole il dolore che sai infliggere.
E’ semplicemente perfetto. Fateci caso. Nel gioco dei ruoli, io comunque vinco.
Poi un giorno pensi che non stai vivendo, che il limite è toccato e non basta più nemmeno scavare. Decidi che vuoi smettere. Basta mangiare, basta calorie. Basta nascondersi, basta!
“Soldato Diana a rapporto!”
“Signor sì Signore!”
Un uomo di nome Paolo mi ha aperto la pancia. Mi ha installato un alieno (bypass) e da quel giorno ho iniziato la trasmutazione.
Ho perso quasi 70 kg.
Ho rasato i capelli.
Sono diventata vegana.
Continuo a pensare che un uomo docile e con un collare, sia erotico.
Ho sostituito il cibo con le parole.
E ho sfidato me stessa.
Mi appendo con i ganci sotto pelle. Ma non sono più una balena all’amo. Sono Diana che cerca un abbraccio.
Quando mia madre era viva, l’ho abbracciata poco.
Lei è andata, portandosi via le mie storie, il mio amore, e ho pianto. Mentre l’acqua usciva dal mio corpo è entrato tanto, tanto, tantissimo cibo.
E ho smesso di vivere.
Un giorno, con 60 kg in meno, ho deciso che volevo salire, affrontare le mie paure. Ho deciso che su quei fottuti ganci, avrei appeso anche la mia fame, il mio lutto, le mie paure. E ho permesso che mi staccassero da terra.
Mi sono lasciata andare.
E se volete sapere, fa male. Se vi dicono il contrario, vi dicono una stronzata. Fa male.
Ma quando sei su, sei immortale. E bellissima. E sei ad un passo dal cielo. E li le senti finalmente…
Senti mani amorevoli che ti accolgono.
Le mani di mia madre. E il vento che mi dice “amore mio, ti amo”.


Now, I’m not looking for absolution
Forgiveness for the things I do
But before you come to any conclusions
Try walking in my shoes
Try walking in my shoes


Aspiro al martirio.

“Un martyr (du grec ancien μάρτυς / mártus (« témoin »)) est celui qui consent à aller jusqu’à se laisser tuer pour témoigner de sa foi, plutôt que d’abjurer. « Martyr » appartient essentiellement, et à l’origine, à la terminologie chrétienne ; il doit être différencié du martyre qui est l’acte même de mise à mort ou les tourments infligés.”

 

Non mi mostro nuda. Mai. Eppure per i ganci, mostro la mia decadenza. Il mio desiderio profondo di diventare quella che nel mio cuore è sepolta e languisce.
Se potessi… se solo potessi…
Il cammino è lungo. E disseminato di cicatrici.
“oh che scar, belle, dove le hai fatte?”
Sorrido. Le ha fatte un chirurgo. Mi ha tolto pelle e anima.
Che belle scar… E pensare che c’è chi ha paura di mostrarle.
Ma perchè poi? I miei non sono più nemmeno segni di guerra.
Sono solo ingressi da cui si scorge l’anima che possiedo.

Come lo spiego? Se ci fossero parole da usare le userei.
Ma per ora, mi vengono solo immagini di Suplizianti, Cenobiti.
Noi che ci siamo perduti, senza pelle

“tirami su, fammi salire verso il cielo”

 


Depeche Mode – Walking in my shoes