Noi fummo i Gattopardi… (Postato ieri su Legami)

‘ qualche tempo che valuto se riprendere a scrivere.
Non che fino ad ora non l’abbia fatto, certo, ma è diverso scrivere un blog dove occhi s_conosciuti ti leggono e scrivere in un luogo dove molti li conosci di persona e spesso nella tua rubrica del cellulare li hai per nome proprio.
Entro, leggo qualche blog, qualche forum, a volte come i bei tempi, mi ingastrisco per post che sono avvilenti, ma non è colpa di nessuno, semplicemente tutto rientra in uno strano ciclo che è tipico dei siti.
Meglio magra o meglio grassa? Meglio giovane o meglio vecchia? Meglio esperto o meglio novizio? Meglio il pesce o la grigliata di Chianina?
Lo ammetto, mi rotolano i maroni ad un chilometro…
E penso: possibile che siamo ancora qui? Che dopo tanti anni di permanenza on line, ancora stiamo a questi quesiti?
Ed occo il senso del titolo. Nel Gattopardo una delle frasi celebri è: “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi.”
Un tempo, se qualcuno proponeva un workshop su qualcosa, al grido di “non si insegna la fantasia”, l’utente veniva schiacciato sotto una mole di nemmeno tanto velati insulti. Ora non solo i workshop vanno alla grande, ma chi insegna fa pedigreé.
Più l’insegnante è quotato, è conosciuto ed è straniero, più il curriculum diventa interessante.
Poi c’era quella cosa del Prodoming. Una vera caccia alle streghe. Andavi ai Party e quelle tre che si dichiaravano Prodomme, venivano accettate di malavoglia e guardate come delle appestate dalle altre che forse un pochetto d’invidia la provavano, non per l’attività lavorativa, ma perchè quellellà avevano un abbigliamento, un’attrezzatura che noi non potevamo certo permetterci, iniziando dal Dungeon personale, che un poco tutte abbiamo sognato.
Ora fanno le Guest alle feste, e il distacco tra la Mistress amatoriale e quella professionista non è più così marcato.
Il tempi cambiano, è arrivata la TNG, i Primal, sono arrivati appunto i workshop. Lo Shibari, che era appannaggio di Maestri, ora lo vedi ovunque, anche alle feste di compleanno 🙂 perchè altra cosa che capita a chi vive nelle comunità, è che alla tua festa di compleanno ci trovi una quantità insensata di pervertiti che non viaggiano mai senza una cordina, un frustino, o un tacco 12 assassino.
Già. Tutto cambia. E poi appunto i post sui forum, che ti fanno salire il crimine, o dei taccuini dove si parla ancora di devozione, di appartenenza, di assenza e di presenza, di voglia, di fantasia.
E allora mi tranquillizzo. E penso che forse tutto è cambiato, perchè tutto invecchia, come la sottoscritta. L’essenza però resta. Le illusioni restano, e anche le necessità.
Anche se a volte (ultimamente un pochino troppo spesso), dichiaro che ne ho le palle piene di tutto questo, noto con sorpresa che tre delle telefonate che ricevo giornalmente viene da chi questo mondo lo vive come me, che molte delle Amicizie più profonde che ho, le ho conosciute proprio nel BDSM, che alcune delle persone che ho amato di più, hanno un DNA pervy.
A volte, chiamo DolceDomina, “La fottuta Diddì”, perchè a dispetto di me, lei sopravvive. Sempre.
Forse dovrei cambiare nick, tramutarlo in Bendicò. Ma temo non mi si addica.

Carta da Parati e vecchi ricordi

Listening – ROBERTA MIRANDA – DEUS COMO TE AMO

Ho quasi finito di salvare i blog di Bacaro, poi passerò agli articoli.

Tanta roba. Tanti pensieri, persone, amori, tanta noia, tanta rabbia. Periodiche onde di desiderio che si sono infrante sulla battigia dell’indifferenza e della stanchezza.

Ci sta. Ci sta davvero tutto.
Nomi che passano, altri che tornano.
Ma infondo… a guardarli bene, con lo sguardo da entomologo, ti accorgi che sono innocui.
Nel tempo quello che sembrava dolore ingestibile, per una separazione o un addio, in realtà era solo frutto della delusione, dell’orgoglio ferito.

Ho fatto qualche tentativo di cambiare la carta da parati del blog. Ma sono una più pessima dell’altra.

E pensavo a quando ho tolto la ventennale carta da parati dalla sala da pranzo, col terrore di trovarci sotto chissà che… Invece a parte il normale distaccamento di alcune parti di intonaco, non c’era niente di preoccupante.
Stessa storia per Bacaro. A parte innamoramenti fulminei tipici miei verso le persone, innamoramenti successivamente dismessi in “mavatteneaffan…” il resto è rimasto immutato.
Quelli che amavo sette anni fa, li amo ancora. Altri non li amo più. Altri semplicemente si sono tolti spontaneamente dal marone.

Poi… ho ritrovato Tenshin. In giapponese significa “cuore di cielo puro”. Ho riletto gli scritti di allora, i suoi commenti.
Mi è presa una nostalgia pazzesca. Perchè stavo bene. Non come oggi che combatto per sopravvivere.

In fondo ho sempre avuto gente bella attorno. Poi che io riesca a rovinare tutto è un gran dato di fatto. 🙂

Alla fine io faccio male alle persone che mi amano.
Sempre.

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Past to Present

Sto aspettando che l’aggiornamento di Open Office si installi.
Sto scaricando tutti i miei blog scritti in Bacaro.Doveroso farlo, anche se pensavo che è un peccato. Ma le cose vanno così. C’è poco da raccontarsela. Normale evoluzione delle situazioni, normale evoluzione umana.
Nel fare copia incolla di centinaia di scritti, qualche blog mi soffermo a leggerlo con attenzione, commenti inclusi.
Riappaiono così nick defunti. Gente apparsa e scomparsa.
Le famose “belle personcine” che in realtà erano piccole iene.
O qualche persona che mi piaceva davvero.
Poi vabbé anche il TdC che ricompare con le sue frasette da cioccolatino stucchevole.
Insomma, ne è passata di gente. Finché non sono passata anche io.
Sono fuori moda. Ora le nuove leve sciamano in massa, e finalmente posso pensare alla pensione dal mondo dei pervy. Un ritiro a vita privata, con parche comodità, un gioco tranquillo, niente più vetrina.
Quanti strali mi ha tirato addosso quel sito! Lo so solo io. Ma pazienza. Tutto scorre.
Tutto.

Mi sento malinconica. Che è meglio di triste.
Ormai ho capito che ogni giorno dei prossimi mesi, dovrò affrontare oltre alla mia disperazione, anche quella dei miei fornitori, dei miei clienti, della mia azienda.
Ogni giorno qualcuno bussa all’uscio chiedendo denari.
Vorrei fare come Totò. Aprire la finestra e gridare “Arrangiatevi!”. Ma alla fine non hanno colpa loro, così come non ne ho io. Solo che io capisco le loro esigenze, mentre a quanto pare le mie passano in ultimo piano.
Mah… La sensazione generale è che tutti stanno male. Chi più chi meno. Siamo più poveri. Questo è certo.

Ma torniamo a bomba…
Con il tempo, prenderò quelle pagine di blog, alcune le aggiornerò e le posterò anche qui, altre le terrò nella soffitta, come ho fatto per il blog su splider. Pagine perdute che avevano un senso un tempo, ma che ora non ne hanno più.

Una pagina ieri mi è saltata all’occhio. Che cade giusta in questo momento. La riporto così com’è…

Mi Scuso
Inviato da: DolceDomina  il Nov 29, 2008
Tag: Nessun Tag

Mi scuso con chi aspetta da giorni qualcosa da me.

Una risposta ad un MP.
Una risposta ad un SMS.
Un blog che non arriva.
Una parola che non so dare.
Una conferma che ci sono.
Un aiuto che non possiedo.
Sono uscita e ho dimenticato le chiavi a casa.

Mi scuso. Cerco un fabbro.

Listening: Stromae

Famuli

Bla bla bla…

Sai che c’è? Sai che ti dico? Si ma sappiamo cosa sta succedendo? E cosa possiamo fare? Che cosa rimane?

Ecco.

Tanti giorni così, ogni giorno così. Ho paura del telefono. Di quando suona. Ho paura dei miei fratelli con il loro carico di notizie. Ho paura.

Ieri sera Lucia mi dice, si vede dagli occhi che stai male.

Ho cambiato la mia lista di Natale. Perchè alla fine ci sono cose che non mi servono. Altre invece mi servono fin troppo.

Mi servirebbe un abbraccio. Ma non dato così tanto per consolarmi. Una di quelle strette forti forti. Che senti la pelle che si mescola. Che senti l’odore delle cellule. Un abbraccio dato per assorbirti, inglobarti, metterti al sicuro in un angolo. Protetta dal mondo.
Un abbraccio che sa di “combatto io al posto tuo”.

Lo so, non sono così stupida da non sapere che nessuno può combattere al mio posto. Nessuno può andare sotto i ferri, cercare soluzioni, sbattere contro un monolite antico e rigido.
Ma a volte, anche solo per un attimo, poter mollare… Solo un minuto.

Poi mi servirebbe qualche buona notizia. Qualche piccola luce alla fine del tunnel. Perchè sono sempre li, all’angolo, ad ascoltare suoni macabri. Freddi.

Mi servirebbe una risata. Fatta col cuore. Senza freno, fino alle lacrime. Libera.

Mi servirebbe una dose di ottimismo. Caldo ottimismo, come il vento d’Africa. Che mi porti calore umano e gentile.

Spero che sabato qualcosa di tutto questo arrivi. Perchè ne ho disperatamente bisogno.
Anche se mi sento in colpa a chiederlo a loro.
Ma per un attimo… Solo un attimo… la normalità. Niente sta succedendo. Tutto ok.

In questo mare in tempesta, mi accorgo di quanto di prezioso c’è in questa vita. Filosofia spiccia si, ma mi ritengo fortunata a poterlo vedere. Constatare. Toccare con mano.

La gratitudine verso certi momenti che si imprimono forti nella carne come un segno profondo. Una cicatrice.
Non annegherò.

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BriViDi

Listening: Joe Cocker -N’oubliez Jamais

Stamattina ho preso un piccolo colpo al cuore. Un altro.

Sembra che questo 2013 si sia organizzato per farmi arrivare esangue. Stanca e senza energia. Ma barcollo, cazzo se barcollo… e non mollo. Fottuto anno, non mi prenderai viva!

Ma facciamo un paio di passi andré che avanti c’è tempo, avanti c’è posto.

In questi giorni è capitato un pò di tutto. Ho fatto un pò di tutto, e me lo segno in rigoroso ordine sparso.

Lunedì sono andata a Palazzo Labia per un Flash Mob per la violenza sulle donne. Lo so ho una faccia schifosa, ma considerate che ho l’influenza.

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Le foto sono mie. Fatte con ippone. Il sacchetto del pane è stropicciato perchè il pane c’era davvero e me lo sono mangiato. Era  buono. Perchè era il pane delle buone azioni. Condito con l’amore che bisognerebbe dare all’altro, e che finisce fin troppe volte con un morto. Il pane delle sconfitte ha un sapore amaro. Quello della rivincita sa di rosolio. Il pane delle guerre fatte per la libertà, per il soppruso, perchè vi sia il rispetto dell’individuo, è un pane meraviglioso. Mangiarne ci rende invincibili. Io lo sono. Io l’ho mangiato.

Listening: Wim Mertens  – Struggle for Pleasure

Il 2013 mi ha dato tanto. E mi sta togliendo tanto. Questo mi fa incazzare.

Sembra ieri che chiudevo l’anno passato con una rappresentazione teatrale del Golgota, il sangue dei piccoli agnelli che scorreva. Il velo sulla faccia. Sembra ieri.
Poi è iniziato l’anno.

Cose belle. La piscina, il sole, lo stomaco che si ribella, perdere peso, appendermi, operarmi, fare. Mai ferma. Con il sole e palazzo Sucky negli occhi. Il Tobagi, ma anche le risate. E la sensazione che in questa corsa, l’amaro, mi bussasse sulla spalla.
Ho raggiunto i miei 44 anni con il compleanno tra i più brutti della mia vita.
Che dico? Il periodo è tra i più brutti della mia vita. Superato solo dal 2001. Anno in cui Lei se n’è andata.

Stanotte ho sognato. Mi rubavano il cellulare e la carta di credito. E dovevo denunciare.
Nel sogno ero al mare, di sera, c’era anche mio padre.
Stamattina leggo che Bacaro ha poco tempo di vita. Il server è stato disdetto. Se ne va. Pareva il 30 novembre, poi la data è slittata.
Ammetto che il cuore ha avuto una stretta.

Io a quel posto devo davvero tanto. Tantissimo. Gli devo Mi, gli devo Frank, gli devo Ire, Fede, lo stesso Claudio. Gli devo tante facce e persone, tanti amici.
Ricordo la faccia alienata di Frà che si presenta al P&P.
La voce tra il triste ed il perplesso di Fede. Le ali. La Silvia…

Tanti nomi. Nessun nome. Perchè poi noi, nascosti tra nick, latex, borchie e catene, finivamo per mangiare come lupi, ridere, guardare lacrime scorrere. E la cosa, che chi non ci conosce non capirà mai, è che certi legami, certe energie, certe sensazioni: beh, sono per sempre.

Si stampano dentro come tatuaggi di inchiostro e sangue. E non c’è niente che le eguagli.
Bacaro… tanti dispiaceri e persone minime, tanto amore e tanta energia buona.

Ormai è morente. Lo guardo estinguersi. E so che in buona parte è colpa mia. Non l’ho più curato, seguito, amato come il figlio gentile che è stato. Perchè mi sono troppo preoccupata di alcuni personaggi squallidi e le loro guerre da poveracci. Perchè l’ho lasciato seviziare.
Lo guardo e provo la pena che si sente per qualcuno che ha dato. E che ora vuole solo essere lasciato in pace.

Con la sua chiusura, mi porto oltre delle gran belle amicizie. Qualche bell’amore. E lascio, nel limbo del niente tutto ciò che mi ha arrecato dolore. Persino TdC, che ogni tanto qualcuno nomina.

Il 2013 mi fa piangere. Mi ha messo le lacrime in tasca. L’ha fatto con il lavoro, con il male fisico provato dopo l’intervento, con le preoccupazioni per mio padre, per i miei fratelli, per Mi e la sua guerra per stare bene, per Ro, l’ha fatto con le brutte cose che accadono agli amici, leggere messaggi gonfi di tristezza di Bogodan, i problemi di Fede, i litigi fatti in casa e fuori…
Il 2013 mi ha preso tante, troppe volte a schiaffoni.

Ma mi ha dato anche dei momenti lirici. E questi, per quanto possano apparire piccole cose, in realtà sono le mie oasi di pace. Gli angoli di paradiso. Quel posto dove abbraccio mia madre, su quei ganci. O prego. Prego per le persone che amo, al Tempio.

Questa è la mia vita, quella che ho scelto di vivere. Quella che da almeno 5 anni mi spinge a volermi appendere ma che prima, causa peso, temevo di non riuscire a fare. Quella che chiama inchiostro sotto pelle, o scar, o comunque tutto ciò che può rendere la mia anima bella.

Ho cambiato. Ho scelto di cambiare. Ho scelto il 2013 per farlo (strascico del 2012). Un anno che va in alto, tocca picchi altissimi. E poi si getta in un mare di sale, acqua e qualche secrezione.

Questo brano – The Fosse – Racconta come mi sento ora.

Do un bacio sulla fronte a questo bimbo.

La mia vita… non cercate di immitarla. Eppure ancora c’è gente che mi dice “Fico, come vorrei farlo anche io!” – “Vedo te e poi eventualmente faccio anche io…” O peggio mi copia.

Questo è il mio viaggio. E non è concesso materiale umano a carico.
Fatevi la vostra vita. Non copiate la mia.

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Listening: All Of Me – John Legend & Lindsey Stirling

Penso.

Sono influenzata. Ho in raffreddore e le ossa peste. Ma vado avanti. Sempre dritta. Indietreggiare mai.
Nei prossimi giorni chiude Bacaro.
Mi mancherà.
Perchè è il frutto di tante notti in bianco, di tanti dispiaceri, di tanto male alle ossa.
Li dentro ci ho perso amici. Ma come dice l’adagio? Se fossero stati veri amici, non li avresti persi.

Vero.

Li dentro ho “visto” nel vero senso del termine, tante cose. Bacaro mi ha reso più saggia. Anche se alla fine non ho ancora imparato a difendermi.
Resta che mi mancherà. Mi mancheranno le persone che comunque sfioravo.
Paradossalmente non sono mai stata un Admin, ma solo una delle tante utenti. Ogni tanto mi dovevo ricordare che ero anche l’Admin. La responsabile.

Mi è stato detto di tutto a causa di quel posto. Beh vedendo da che pulpito, mi scappa solo un sorriso. Le piccole personalità del web, convinte sulserio che un sito sia potere. Non è potere, è solo una gran rottura di balle.

La vera risorsa preziosa di una comm sono certi rapporti che si instaurano. Rimangono. Ma a patto che li si coltivi come rapporti reali. Altrimenti ciao ciao.

Mi sono resa conto che quel posto, ha mostrato la vera anima di alcuni di noi. A volte vera, sincera, altre falsa, piena di livori, altre ancora indifferente, scivolosa come la pelle di una biscia bagnata.

Bacaro chiude. Con lui non smetterò di fare Sm. Ovvio. Prenderà solo una dimensione più personale. Come è giusto che sia.

Finalmente potrò dire addio a certe sensazioni pesanti. Rimane che mi mancherà.
E mancherà solo a me.

Scrivevo altrove – Pensieri su sabbia e sale

Ok. Andata.

Mi fa ancora male la schiena, le anche, le spalle…

Ogni movimento mi ricorda quello che è successo. FB trabocca di gente che dice “ah che bello, come ti invidio” o “ma dai, io non avrei il coraggio”.

Altri che scodinzolano  “anche io, anche io, anche io…”

Ora potrei parlare di com’è andata. Di cosa ho vissuto. Di chi ho conosciuto.

Ma questa, è solo aneddottica. Niente che non possa essere raccontato con le foto.

Invece parlerò di cosa è cambiato in questi giorni.

Ho cancellato dal mio database di frasi “oh quanto mi piacerebbe…”

Non lo dirò mai più. Non rimarrò dietro il vetro a guardare qualcosa desiderandola fino a morire, solo perchè la paura, la malinconia, il dolore, le stracazzo di assenze, le paturnie fisiche ed estetiche non me lo permettono. Non metterò mai più un vetro tra me e i miei desideri e bisogni.

Perchè la vita, non ti regala niente. Non ti da modo di dire “oh mi sono sbagliata, vorrei fare questa o quella cosa”.

No. Non aspetterò di aver fatto gli interventi per essere più “accettabile” dagli altri. Per mostrare una foto con una me canonica.

Ho cambiato tanto, ho chiesto rispetto per la Diana che sono stata, e per prima io stessa mi sono mancata di rispetto, tentando di uniformarmi a quali canoni? Adesso è così che gira il mondo.

Non vi piaccio? Pazienza. Siate almeno così carini da prendere la porta e andarvene affanculo. Con la mia benedizione.

E basta dire cazzate.

Sapete?  Mi hanno convinta che essere leali è una cosa sbagliata.
Mi hanno detto che sono una persona scorretta perchè mi sono comportata in modo leale verso un’Amica.

Mi hanno detto che sono una vescica di lardo, una balena, un cesso. Mi hanno umiliata in mille modi.

Mi hanno lisciato il pelo, per un sito che doveva essere un posto di amici. Eppure qualcuno s’era fatto il segone di diventare Admin, Moderatore, solo per avere la medaglietta da attaccarsi alla maglietta e dire: tutto merito mio. Mavaffanculo va.

C’è gente che gode nel vedere questo posto vuoto. Ma mi dispiace. Vuoto non è. Perchè noi ci vediamo a tavola, per giocare, per fare casino. Senza BDSM o con BDSM. Ma non abbiamo bisogno di andare a feste rumorose per far vedere che esistiamo.

Io cazzo esisto. Piena di difetti.  E non ho alcun ego da pettinare.

Succhiatemi il cazzo. Perchè ne ho più io di voi!

Non rimango dietro al vetro a sognare.

“Ah quanto mi piacerebbe…”

Io il mio sogno lo vivo. Voi vivetevi il vostro.

Che sia lanciarsi col paracadute, fare parapendio (il prossimo mio regalo), un vestito costoso, mangiare del Fugu…
Ve lo meritate! Fatelo.

Si fa!

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Io oggi incorcio le dita per chi deve incontrare un mostro. Vai e spaccagli il culo.

Questa è stata dedicata a me, ma io la giro a Lei.


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