Splinder/NoorAbsynthe – Non so se è una buona idea… – 14 aprile 2009

Ho passato la ultima mezz’ora al telefono. A sentirmi offrire un aiuto che non so se davvero mi serve. O almeno se mi serve in questo modo.

Una volta una persona che mi era cara mi disse: Diana per far ordine, bisogna comunque far disordine. Infatti non si può pretendere di lasciare tutto così, bisogna aprire, guardare, buttare quello che non serve e sistemare quello che è utile.

Mi sento molto sola. Abbandonata. Ma non dalle persone che ho attorno. Le manifestazioni di affetto le sento, sono a volte immeritate. Il fatto è che sono io che ho abbandonato me stessa.

Ho dato tutta me stessa negli ultimi mesi. Attenta ad accontentar tutti. E mi sono scordata di cosa voglio io. Di cosa è importante. Di dove voglio andare e cosa voglio essere.

Io non sono quella che vedo ora. No. Sono sempre andata oltre, un’entità astratta.

Il terremoto d’Abruzzo e quello che è successo a Ro, hanno scoperchiato un qualcosa che pensavo sotterrato e risolto. Invece aveva continuato a scavare e a marcire.

Perdere tutto. Rimanere senza niente se non la vita stessa. Questo è quello che è successo a lei. E per un malefico transfert si sta spostando sul mio sentire.
Ho avuto paura di perderla, ho avuto paura di sentire che non si sarebbe più alzata. Ho avuto paura. Una paura che non si immagina nemmeno a descriverla.

Nei giorni successivi davanti a me si avvicendavano immagini da guerra mondiale. Tutto giù. Tutto via.

Ed ora è come se il mio personale coperchio fosse saltato. Ed ecco  paure, insicurezze, panico, vuoto, desolazione. Una solitudine che si è manifestata con violenza. E m’ha lasciata al margine.

Non ho il diritto di lamentarmi. Non ce l’ho. Ho un dovere: quello di guarire infretta.

In questo momento il mio ascetismo autoimposto ha poche finestre a cui affacciarsi. Leggo le mie ferite come un astronomo legge le stelle. Sa cosa sono, sa dove andranno. Io so ogni taglio da dove viene. Ma non so cosa porterà.

E’ una primavera strana. Fatta di buchi, voragini, avvallamenti. E’ la primavera che presagisce una nascita nuova.

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La sofferenza non rimane primo o poi va via, e la cosa più grande se dentro c’è vero amore questo rimane per sempre e non lo toglie nessuno. Dovrei dire anche io il Luca abbandonato come un cane rinchiuso oggi a soffrire in casa perché aveva un sentimento un amore che poi svanito, quando credevo ad una famiglia sincera a dei figli. Spererò ma ti dico che l’amore supera ogni male se è sincero, perché la sincerità si unisce alla famiglia agli amici a tutto il creato e anche agli animali.
Un saluto su con la vita. 03 Ottobre 2010 – 15:41

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