Running

07/10/2009

Tic tic tic… il rumore delle unghie che urtano tra loro.

Mi capita di emettere questo rumore quando sto cercando di mettere ordine nei pensieri. Come ora. Anzi no… ora sto digitando.

Non mi sembra quasi vero. La tallonite ha smesso di tormentarmi. Dopo più di un anno. I plantari hanno zittito il dolore. Certo mi devo abituare ad un oggetto estraneo dentro la scarpa, ma vuoi mettere? No dico…

Anche l’influenza è andata. Qualche rimasuglio, ma rispetto ad una settimana fa, il detto “rose e fiori” mai ha avuto un significato così chiaro.

Le cose si aggiustano. La salute, il lavoro, la vita in generale. Non è un semplice riparare. E’ qualcosa di più solido. Di più profondo.

Si riesce ad aggiustare qualsiasi stato d’animo.

Per me è più facile ora. Sono una donna invernale. Dopo l’estate immobile, finalmente le cose possono ridestarsi dal torpore estivo, facendomi ritrovare energia e voglia di fare molte cose. Di generare, di creare.

Ho bisogno di questo. Necessità.

Invidio chi ha il dono di tatuare, o dipingere, di fare musica… o fare cose che le mie mani non potranno mai nemmeno abbozzare. Questi sono doni. E io ne sono sfornita. E mi mancano. Non ho nemmeno la sufficiente fantasia per provarci.

So strimpellare al pianoforte “Au clair de la lune”, so disegnare un coniglio e nemmeno tanto bello (ricorda molto Donnie Darko) o un ramo di ciliegie.

Ma so sognare. E nei miei sogni cammino molto, alla ricerca di qualcuno che mi manca tanto.

A volte Dade. Lo cerco tra i ricordi di quando veniva a scuola. Di lui cerco l’odore. Quell’odore che mi attirava come un’ape verso un fiore. A volte mia madre, ma di lei penso di aver parlato fin troppo. Cerco anche persone vive, come Stefano, o la Vale. Li cerco senza fretta. Come il monaco errante di Osho.

Quando li trovo mi raccontano storie fantastiche. Mi innondano di immagini luminose. Mi sommergono di emozioni che posso solo immaginare. Ma provare no. Perchè non m’appartengono, non sono mie.

E quando come oggi, cammino giù del marciapiede, indecisa se attraversare o meno il confine tra i sogni e la nostalgia, mi chiedo quanto posso io comprendere tutto questo. Quanto posso sentirmi consolata dalle loro storie che, per ora, non mi appartengono.

Lo so che il loro messaggio è di amore. Di quell’amore che solo chi ti ha donato pezzi di cuore senza pretendere nulla in cambio può dare.

La Giuseppa mi dice che devo smetterla con l’aloe aromatizzata the verde. Mi rende nostalgica.

Ieri mi ha sfinita di chiacchiere sul perchè e per come dovrei superare le mie impasse. E se lo dice lei…

Ora è in fase etero. E ieri voleva che io conoscessi la sua amica che “ti potrebbe piacere”…

Lo diceva sorridendo e mi ha ricordato i gatti quando ti portano dei trofei… Anche no. Anche no va…

Mi ha proposto un viaggio a Parigi. Per lavoro dice la Giuseppa. Ci sto pensando. Tanto so che con lei mi girerò la Banlieue alla scoperta di buchi di culo impensabili. E’ già successo.

Vado a casa. Mi devo lavare i capelli e provare l’aspirapolvere nuova. E poi mi rituffo nel libro che sto leggendo. A stasera.

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