Rotolante gomitolo di riflessioni (rock and rolling)

8/10/2009

Stamattina mi sono svegliata con una serie di riflessioni letterarie.

Sto leggendo in contemporanea due libri. Un saggio sulle perversioni che mi sta prendendo molto, e per alleggerire la zucca (pensavo almeno) sto leggendo “Il farmacista di Auschwitz” dello scrittore e poeta Dieter Schlesak.

Questo secondo libro è scritto in maniera non proprio leggera. Lo scrittore fa una cosa curiosa nel libro. Cita tutti personaggi reali, fatti reali, dialoghi e situazioni reali. Tranne un personaggio, che altri non è che il filo conduttore del libro. Costui si chiama Adam ed è la voce reale di chi non è riuscito a raccontare perchè è morto.

In sostanza tutte le cose dette e fatte da chi è stato nel campo di lavoro e non è sopravvissuto prende voce attraverso Adam.

Io ammiro questo genere di virtuosismi. Li trovo semplicemente geniali. Il libro è reale e racconta il vero, ma per evitare una serie di dati e nozionistica  senza senso, prende la verità e la narra tramite la voce di un personaggio che pur non esistendo è null’altro che la memoria collettiva perduta.

Quando incrocio libri simili, che non sono solo pezzi di storia che fa rabbrividire nonostante sia stata raccontata mille e altre mille volte, sono anche l’espressione geniale di chi li ha scritti, mi rendo conto di quanto lacunosa è la mia capacità di esprimere.

Io ho avuto il piacere di innamorarmi di alcuni scrittori. Di sentirli, di invidiarli, di amare certi loro personaggi. Si anche le storie certo, ma i personaggi… alcuni sono davvero meravigliosi.

Thomas Harris con il suo Hannibal Lecter. Ma ancor più il terribile Mason Verger, il sadico pedofilo, che mostrava la sua faccia devastata ai bambini per farli piangere e con le lacrime di fanciullo farsi un drink. Personaggi che non c’è modo di eguagliare.

Ma anche il mondo partenopeo di Erri, o la guerra di Mario Rigoni Stern, o il mondo piccolo di Guareschi. E Gabriella di Amado… Potrei citarne per ore.

Nel libro sulle perversioni, si parla dell’estasi erotica. Uno status che solo pochi riescono a raggiungere che supera persino il normale orgasmo, ed è una situazione definita invidiabile.

Per me l’estasi spesso è letteraria. Leggo e godo estatica di tanta genialità. E spero che un giorno capiti anche a me di trovare un Adam da raccontare.

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