Pensieri di pane. – dal blog di Diana

Lei non sapeva cucinare. Non aveva una pignatta decente. Se volevi cucinare nella sua cucina dovevi portartele da casa.
Però amava mangiare gli sciopettini davanti alla tv. Magari con bollicine e una bella compagnia.
Di notte non dormiva mai, ti sfiniva di chiacchiere. Mai avere la malsana idea di dividere il letto con lei, tu crollavi sfinita alle 5 del mattino, mentre lei aveva ancora birra per raccontarti il resto delle fantastiche storie che aveva in serbo.
Sapeva essere pigra, egocentrica, stizzosa e stilosa. Sapeva ridere. E cavolo se rideva! Anche di cose semplici, banali.
Lei e la tecnologia erano mondi distanti. Anche il pc a prova di gnucco per lei era un mondo minaccioso e infido.
Cantava. Vecchie canzoni. E quando prendeva il via, non la fermavi nemmeno con le sassate.
Hai voglia tu a brontolarle di piantarla. Era la sua missione della vita: finirti a colpi di Le Coq l’è mort e coccodì e coccodà.

Anche io però avevo la mia arma di distruzione di massa. Ero il suo cruccio alimentare. O meglio lo ero per i poveracci che lei schiavizzava nella preparazione del cibo per me.
Essonsoddisfazioni esson!

Era piena di difetti. Ma era vera, generosa, intensa, viva, vivace.
Cialtrona, bohemien, stordita.
Con lei difficile annoiarsi.
Uno dei suoi ultimi messaggi dice che avevo  un atteggiamento arrogante e presuntuoso, solo perchè non ho accettato che mi desse aiuto.
Ah le amiche! Se non ci fossero loro a trattarti bene…

Lei era…
Lei è.

Grazie Amica Mia.

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