Storie fredde

Sto leggendo i racconti di un giovane Ian McEwan.
Primo amore, ultimi riti/Tra le lenzuona
Ed. Feltrinelli

Nella raccolta ci sono dei racconti, che sono davvero disturbanti, se non agghiaccianti.
In particolare “Farfalle”, che lo ammetto, mi sta perseguitando.
La scrittura di McEwan è nota per essere tagliente, essenziale, limpida e diretta, e nel leggere questa raccolta, di uno scrittore ancora giovane, privo di ogni filtro, mi rendo conto che le sue narrazioni mi ossessionano.
Ne ammiro la bravura, ne ammiro il coraggio, il modo, la scelta, ma più di tutto ammiro le storie. Talmente potenti da chiuderti lo stomaco.

Sono storie che poi mi porto dentro, che lavorano. Mi mettono una strana frenesia, una voglia di raccontare, scrivere, ma soprattutto di leggerne ancora e ancora. Fino a farmi sanguinare gli occhi.
Storie crudeli, che fanno male, ma che per paradosso, ti fanno sentire viva, e ti fanno percepire la potenza della parola e della letteratura.

Il w.e. appena passato non è stato tra i migliori. In tre giorni devo aver dormito si e no sei ore.
Mi sono scontrata con l’arroganza e il razzismo. E come per i racconti, la rabbia ha lavorato dentro di me, scavano canali di livore e rabbia.
Il risultato? Mal di testa continui, e appunto niente sonno.
Sono giunta alla conclusione che devo recidere i cordoni ombelicali che fino ad ora ho tenuto ben saldi solo io.
E’ una fatica che va fatta, prima che tutto diventi irreparabile, prima che io, soccomba per mano di sentimenti così pesanti…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...