Come funziona?

Ci sono giorni in cui i pensieri sono talmente pesanti e mescolati che penso: devo scriverli per mettere ordine. Poi, manca però il tempo, e finisco per fare altro, e la testa continua a rimanere piena di pensieri, a volte corposi, altre semplici rimasugli incapaci di essere cancellati.
Altri in cui, hai tempo da vendere, ma non un solo pensiero lucido, interessante,
Mi è capitato di vedere il film su Janis Joplin, su Sky. Non serve dire molto sulla voce, nemmeno sul periodo storico. Sulla persona invece, c’è tutto un mondo. E sul suo addio alla vita, beh… anche qui, ce ne sarebbe di che dire.
Janis era come Marilyn, come Amy, una donna complessata, complicata, fragile e indifesa verso la vita.
La cosa che più mi ha colpito di lei, è questo bisogno di fare musica. Era una spinta che lei sentiva e alla quale non sapeva resistere. Dovrebbe essere così per la scrittura, e dovrebbe essere così anche per me.
Io invece, mi ritrovo a viverla come una zavorra che non voglio portare.

In questo istante ho appreso che il mio lavoro qui dentro, ha un valore differente. Loro (maschi) se sono in ferie e/o malattia, sono esonerati dalle responsabilità. Io dall’ospedale è diverso, devo comunque contribuire. Perchè se non li faccio io gli F24 o non chiamo questo o quel fornitore, loro non sanno farlo.
In sostanza è pausa per tutti ma non per me.
🙂 che bella cosa lavorare per il bene comune eh?

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