Pensieri sfusi

A breve aggiornerò sugli eventi…

Una settimana terribile. Da raccontare c’è tanto, un tanto che diventerà certo una storia.

Ho anche deciso che è ora e tempo di fare delle scelte, di capire cosa va epurato e cosa no.
Un po’ di cose vanno decisamente tagliate, alleggerite, per poter correre avanti.
In discussione c’è il BDSM per esempio.
Mi chiedo se ancora ne vale la pena, perchè detto tra noi, certamente non ne vale la gioia.
C’è un’ondata di gente che ha voglia di fare, di passare, di diventare. Io ho dato. Sono riuscita a fare di DD un’icona, ma adesso ha senso che la mantenga? Forse è solo una dispersione costante di energie.
Basta semplicemente lasciarla andare e lei puff come è nata, beh si, muore…
Poi c’è tutto questo rumore, che non vedo l’ora che termini.
Entro fine mese morirà anche questa attività. I giochi si sono decisi venerdì dopo una telefonata di fuoco, ma vi dirò quando è il momento.
In più c’è questa cosa che mi fa sentire sempre così sola e male… Il fatto che non so scegliere con chi camminare.
A volte è bene rimanere fermi. Questo è certo.

Pensieri sfusi

Qualcosa di bello c’è…

Sono seduta sul divano, una casa che sembra un disastro ferroviario, ho una tazza di te Chai che profuma.
Scrivo qui, ma anche altro, rido di qualche battura, leggo storie di altri.
Non so, ma credo che la sensazione sia di “liberazione”. Che si tratti di una soluzione o di un’altra, mi sento come se qualcosa si stesse sgretolando, come l’argilla che si asciuga al sole. Le mie paure evaporano lentamente, verso l’alto.
“Cos’altro può succedere?” – lo sento dentro questo pensiero. “Che altro può accadermi?”
In questo momento mi hanno scritto un po’ tutti a chiedere saldi e soldi. Sono dieci giorni che l’azienda è ferma. Venissero a prendersi il camion che tanto vecchio com’è mi fanno solo che un favore.
Per la seconda volta sto passando sotto le forche caudine, ho preso e sto prendendo calci, ho sanguinato. Ci ho rimesso anche in salute.
C’è quella frase che fa tanto ridere un tizio dei “Commenti memorabili”: mi hanno buttata in mezzo ai lupi e ne sono uscita capobranco.
Onestamente fa ridere un sacco anche a me (soprattutto i commenti), infatti la prima vignetta mi rappresenta un sacco…
Il senso è che una volta che ne hai buscate tante, non hai quasi più paura di niente. Perchè ogni volta sei quella che ne prende di più e vivaddio qualche volta capita anche a me di restituirle.

Pensieri sfusi

Ed eccomi qui…

Sono le 4.17 e sono sveglia.
Mi sono alzata due ore fa, come se dovessi andare al lavoro.
Sto cercando di gestire l’ansia e la tensione,
In questi giorni gli eventi accadono con la velocità della luce.
Entro fine settimana tutto questo sarà solo un ricordo e poi, dovrò guardare oltre la corte di nebbia.
Questo costante sentimento di sconfitta, non aiuta.
Però, guardo oltre questa coltre e spero, sogno.
Mi ritengo fortunata, ho persone amiche che anche solo con un sms mi sostengono, in ogni istante.
Intanto non si dorme.
Non stanotte.

Domani spero vada meglio.

Pensieri sfusi

Banali attese

Sono sotto lo studio dell’avvocato. Attendo. Ho la testa che frigge per la sequenza di pensieri.

Parlare con T. Mi ha spiazzata, non so spiegare… forse speravo fosse tutto più semplice. Ma a quanto pare, niente è facile per me.

Aspetto il futuro.

Ora sta passando un ragazzo con la sindrome di down e un altoparlante. Ascolta hip hop arabo.

La vita a volte sa sorprendere.

Pensieri sfusi

In questi giorni…

In questi giorni di assenza è capitato un po’ di tutto.
L’azienda è ferma, ma io continuo con il mio orogio sballato.
La nonna, martedì è entrata in casa di riposo. Dopo un inizio un po’ ansiogeno, sembrava tutto bene, invece mercoledì è entrata in ospedale, sempre per problemi respiratori.
Qui, invece, il collasso è sempre più evidente.
Ho scoperto che ci stiamo mettendo contro un elemento, oltre che scorretto, anche abbastanza ammanicato con figure importanti.
Quella che doveva essere una partita vincente, sta diventando un bagno di sangue.
E io? Io ho preso confidenza con gli ansiolitici.
Mai ne avevo fatto uso, ma da qualche giorno sono costretta.
Facevo un esempio.

Mi sento come una sulla battigia che vede arrivare uno tsunami. I piedi sono nel fango e non riesco a tirarli fuori e penso: ce la farò a scansare quest’onda? Ce la farò a spostarmi?
Il tempo sembra prezioso e sempre meno. Una corsa su chi ha più fiato ed energia.
Loro contro noi, lui contro di me.
E io sono vecchia e stanca.

Non so cosa pensare, davvero.
Ho il rifiuto epidermico delle cose, dei fratelli, delle persone.
Mi hanno fatta sentire un bersaglio, mi hanno esposta e ora, da bravi indifferenti, pensano solo a tenersi il culo al caldo.
Mai che accada qualcosa di bello. Mai una buona notizia.

Mi concentro sulle cose rare, belle… provo a non sentire tutto questo male. Ma è difficilissimo. Impossibile quasi.
A volte basta un momento, un sorriso… boh, forse basta un biscotto.

L’unica che mi capisce, sta combattendo anche lei. Vinceremo. Sappilo.

Vinceremo.

Diana · No pain · Pensieri sfusi

Ultima notte

E alla fine ci siamo.
Stanotte si ferma tutto, poi martedì si andrà a ragionare con il commercialista.
L’ultima settimana c’è stata un’accelerazione degli eventi e i frighi ora sono vuoti.
Le opzioni sono due, entrambe amare. Vedremo.
Ora sono da sola, ho congedato i ragazzi, ho lavato il capannone e manca solo che mio fratello rientri da Venezia e poi si chiude qui.
Ieri lui ha avuto un crollo emotivo, oggi ce l’ho io.
Tutto vero: se non mi avessero fermato gli eventi, mi avrebbe fermato il corpo. Più di così non potevo fare, più di così non potevo dare. E adesso però sento la stanchezza e la miseria di questo periodo, la pelle mi fa persino male.
Mi aggrappo ai sogni: farò, proverò, imparerò… mi guardo attorno cercando uno spiraglio o un segno, ma non sono in grado di vederli, almeno non per ora.

Finalmente ho sentito I.
Mi ha fatta stare in ansia per giorni. Ora però, che si è palesata, mi sento meglio. Almeno questo. Forse, tra le tante cose, quel sollievo che mi ha dato leggerla, mi ha quasi sollevata per un istante.

Questo anno è di una pesantezza infinita. Non solo per me, ne sono consapevole. È un anno di svolta, un anno che schianterà più di qualcuno, e più di qualcuno rinascerà.
Siamo in tanti a essere sotto assedio. C’è tutta una situazione politica, umana e personale che ci sta ammazzando.
Chi per una ragione e chi per un’altra, fatichiamo a riemergere.

Ora penserò a questo corpo stanco, a riabbracciare I., a rivedere i miei amici, a riavere una vita sociale. Poi, se il Cosmo vorrà, ci sarà anche un lavoro.
Intanto sogno.

Ho mandato due email per un corso. Se mi prendono e non costa un rene, beh, magari…

Martedì ci sarà una svolta. Commercialista per me, casa di riposo per la nonna, e forse una nuova casa (questo non proprio a breve).
Poi spetta a me rialzarmi. L’ho già fatto, lo rifarò.
Però per adesso, piango un po’.

Poi mi passa.

Pensieri sfusi

2014 – 2022

Ottobre 2014 falliva mio padre. Settembre 2022, oggi, stiamo collassando noi.
Mi faccio le ovvie domande, quelle che i miei brò non si fanno.
Siamo mai stati davvero in grado di gestire un’azienda. Non questa nello specifico, ma un’azienda di qualsiasi tipo? Abbiamo la cazzimma necessaria?
Resilienza quanta ne vuoi, resistenza anche, cocciutaggine, ma talento e capacità ne abbiamo?
Certo gli eventi che ti si mettono storti sono complici di una situazione del genere, e a sentire in giro non siamo i soli, ma la domanda viene davvero da sé.
Sono io un’incapace o è davvero un’onda anomala?
In otto anni cosa è cambiato? Niente.
Del male se n’è fatto nel 2014 e del male se ne farà oggi.
Però questo è, non c’è altro da dire a riguardo.

C’è questo sentimento di fallimento personale che mi perseguita da giorni, ogni istante che passo qui dentro vedo che il declino è sempre più veloce.
Mio fratello piccolo è davvero demotivato, privo di ogni aspettativa o progettualità. Mentre il mezzano ha già un piano B che si prospetta all’orizzonte.
In quanto a me… nel 2014 avevo 44 anni e delle possibilità. Ora ne ho otto di più e prospettive pari a zero. Finché qui non è definitivamente chiuso, non ha nemmeno senso guardarsi attorno.
“Ho sempre fatto sempre e solo questo” è la frase che mio fratello minore dice costantemente come un mantra, frase che fa affiorare tutte le sue paure. Poi però, realizza che se una pozzanghera come il mercato ti ha già accolto due volte, la terza è molto complicato.
Molto, molto, complicato.

Io non ne voglio più sapere. Davvero non ne voglio più sapere. Faccio i conti con la mia coscienza e non me la sento di andare oltre. Poi, sarà quel che sarà.

“Vedrai, dopo mi dirai: magari prima!”
In tanti mi hanno detto questo. Spero davvero di dirlo prima o poi, di esplodere con un “magari prima”.
Intanto però fino a martedì c’è questa agonia che è terrificante. In più la merce ormai è a rimasugli, perciò domani nemmeno andremo a fare la vendita, cosa che indisporrà il famoso elemento che ancora non ho asfaltato a dovere.

Che situazione. E pensare che mi pareva di aver già dato a riguardo.

Passando ad altro, sembra che martedì la nonna vada in casa di riposo. Si è liberato un posto. Lei sembra convinta, anche se emozionata e incerta. Ma ci sta no? Ci sta che viva tutto questo come un’avventura.
Ho passato giorni su giorni a fare cose che non ho fatto nemmeno per mia madre.
Le ho fatte col sorriso, rassicurandola, ma dentro avevo un maremoto.
Anche spiegarle la storia della casa di riposo è stato uno sforzo creativo. Mettergliela giù in modo semplice e chiaro, fornirle un obbiettivo per il domani.
Ma la domanda è sempre la stessa: perchè sempre a me toccano queste meraviglie?
Perchè sempre io?

In fine I. scomparsa dai radar. Le ho scritto sperando in notizie e non mi ha ancora risposto.
Sono sinceramente preoccupata. Molto.

Pensieri sfusi

Eccoci qui…

Mancano pochi passi.
Oggi è, se non l’ultima, la penultima o terzultima notte di vendita, poi si va a esaurimento.
Martedì brainstorming sulle possibilità.
Mi devo ancora giocare una carta, ma non servirà al salvataggio aziendale, bensì al salvataggio della faccia.
Otto anni. Mi sembra impossibile.
Otto lunghi anni in questa trincea.
Ci sarà da reimparare tutto.
Penso al cosmo beffardo: ieri litigio col fornitore e relative minacce (noi stiamo ancora buoni), e poi la notizia che una casa di riposo è pronta a prendere la nonna.
Sembra che il messaggio sia chiaro: c’è da cambiare vita… ora, adesso. Non procrastinare.

Dall’altro canto sono preoccupata per I. le ho scritto ma non ha ancora letto il messaggio. Le interpretazioni sono molteplici. Proverò a scrivere al suo compagno.

Cambiare vita. Penso e ripenso a domani. Io idee ne ho, ma c’è qualcosa di profondo che si ribella alle possibilità. Certo, intanto è necessario ripristinare uno stato fisico e mentale, distrutto da questo periodo insano.
Poi c’è da capire quante possibilità ci sono al di fuori di qui.

C’è da tenere duro. Ancora pochi giorni e poi si vede cosa accadrà. Tenere duro… Mentire. Perchè alla gente è necessario non far capire che stai annegando.
Tutto mi ha remato contro in questi anni: covid, caro bollette, crisi, merce mancante, truffe… mi rendo conto che il mondo imprenditoriale, soprattutto quello prettamente maschile è fatto di faine.
Inaccettabile. Molto.

Domani la nonna forse entra in casa di riposo. Domani forse è il mio ultimo giorno di vendita in mercato, forse lo è sabato.
Domani.
Intanto siamo oggi, intanto sono qui.

Sia quel che sia.



Pensieri sfusi

Cosa si e cosa no…

Quando mi prende la malinconia per questo posto, accade qualcosa che mi fa pensare: no, non mi mancherai.

Cosa non mi mancherà di questo posto e di questo lavoro:

– l’orario
– l’odore
– il mio collega vecchio
– i problemi
– gli stivali
– i ritardi di mio fratello
– la mancanza di rispetto di mio fratello
– i litigi
– la merce che manca, che è troppo cara, che è troppo brutta
– i fornitori
– i pensieri
– la stanchezza
– l’umidità
– le zanzare
– il rumore
– la responsabilità di una cosa che ho sempre odiato fare
– la mancanza di rispetto di mio fratello (lo so l’ho già scritto ma oggi è antimateria)
– il poco tempo per vivere
– il fumo delle sigarette
– la tosse dei tabagisti
– le mani perennemente sporche
– i dolori da contatto con acqua fredda

Però, davvero, la cosa che mi mancherà meno è il contatto quotidiano con i miei fratelli. In particolare con uno dei due. In queste settimane è riuscito a succhiare via ogni possibile voglia di combattere. Se ci aggiungo la mia situazione a casa, oggi, ora, prenderei e me ne andrei via.

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Sentimenti fragili

Credo che la paura sia un sentimento fragile, che va rispettato. La percepiamo come nemica, pericolosa, invece è un’alleata, forse l’unica e vera amica che possediamo, è alla base dell’istinto della sopravvivenza, che è altro sentimento amico.
La paura permette di difendersi, di prepararsi al pericolo, ed è fragile, perché è facilmente influenzabile, la si può indurre con artifici, la inganni. Personalmente ho un grande rispetto per lei, forse perché l’ho vista fin troppe volte negli occhi di amo. Mi è anche successo di vederla nei miei di occhi o di sentirla nelle visceri. Ma la mia paura prende sempre altri nomi, panico, ansia, fame, rabbia, artrite reumatoide.
La paura che vedo ogni giorno nelle persone che vivono un dramma, nelle persone che non riescono a guardare più in là delle prossime ore, perché il domani è davvero una delle cose più spaventose che esistano, e serve a poco serve dire “goditi il viaggio” se lo stai facendo seduta sul dorso di un babbuino incazzato.
Siamo esseri così delicati. Ci sembra di essere potenti, forti, immortali, poi basta un farmaco che ti ferma il cuore, un invasore che ti mangia viva, l’incontro con qualche animale che decide che devi morire solo perché sei altro rispetto a lui, basta un momento di distrazione e ciao, questo corpo immortale ti ricorda che non solo sei provvisoria, ma soprattutto che sei fatta di materiale deperibile.
Ecco perché è necessaria la paura. Ti aiuta a ricordare, ti permette di salvarti.
Chi non ha mai paura è sciocco. Tanto vale mettersi un bersaglio addosso e aspettare, perché il dolore arriverà e sarà devastante se non fatale.
Ci sono sentimenti che tendiamo a rispettare di più della paura, tipo l’odio o l’amore o la gioia, sentimenti che sentiamo gratificanti, relegando la paura a qualcosa di negativo.
Penso invece che vada amata e con lei c’è un altro sentimento che va trattato con cura, ed è la riconoscenza.

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