Quante cose possono accadere in una giornata?
Quanti cambiamenti e ritorni, come onde che si infrangono sulla battigia.
Ieri mattina il terremoto. Tanto. Forte.
Ed il pensiero percorre KM, pattuglia con lo sguardo dell’anima le vie, le stradine, cercando anime amiche. I telefoni isolati. Si sa qualcosa? FB diventa un centralino bollente. Hai sentito qualcuno? State tutti bene. Parole. Passano veloci dalla tastiera.
Io ci sono, voi? Si, si, si… ma manca sempre qualcuno. Chi si è lanciato in fughe pazzesche. Chi invece prega.
E ripenso ad una notte di qualche anno fa “Di qui è tutto distrutto… tutto distrutto!!”
Le nostre belle città crollate, e sotto… sotto qualcuno smette di vivere e respira la pietra. Respira la terra.
Poi ecco, chi manca da segnali di vita. Ci sono, sto bene. Kaly c’è? Beth? E la Reddissima? Qualcuno sa della Reddissima?
Sento una Furlana che piange per telefono. Io vado a prenderla – lo dice con il cuore in gola. Me la vado a prendere.
E poi gli appelli. Io ho casa, io ho un letto, io ho…
E poi penso a Bacaro, questo piccolo sito, a questo buco di culo. Dove la gente sta a spettegolare tutto il giorno ma che quando è ora di FARE, si arrotola le maniche e fa la conta dei danni. Mani grosse le nostre. Da contadini. Che di notte si vestono di pelle e latex ma che di giorno, dagli uffici, negozi, dall’orto, fanno a gara per dare qualcosa. Anche solo una parola.
Lo fanno Giovin e Joker ad anni luce. Lo fanno i toscani, i liguri, i veneti e la Furlana che vuol andare giù. Cascasse il mondo.
Il pomeriggio arriva in un lampo. So che la Red è al sicuro, so che la Furlana è più tranquilla, so che l’Aquilana sta facendo un suo viaggio della memoria.
Se mi fermo, penso che schianto. E così esco. Appuntamento di lavoro. E poi vado a tagliare i capelli. Arrivo dalla parrucchiera di mia mamma. Ha un negozio vecchio, trasandato, ed è andata in pensione la Marisa. Già da qualche anno. Ha preso il suo posto quella che era l’apprendista.
Ora ha più di trent’anni, vive da sola, e ha una cockerina che si prostituisce per un taralluccio.
Come mi vede mi abbraccia e mi bacia. Come stai? E’ tanto che ti penso… Sai mi è venuto in mente perchè su FB (luogo del demonio!) una mia amica ha ricordato la morte di Dade.
Già. Dade. Non l’ho mai dimenticato. Mi sento stringere al cuore. La Cristina mi chiede se ho visto BellAmi al cinema, le rispondo di si… e lei mi sorride con la domanda sulle labbra.
Fanculo… Fanculo… No oggi non posso mica fare su e giù nella memoria.
Ma c’è qualcuno che mi sente in quest’aria estiva e bizzarra? Che sente la stanchezza?
La risposta in un sms. “Ho una gran voglia di vederti sorellona…” Ed ecco la risposta alla domanda. Si. Qualcuno è in ascolto.
Più di qualcuno a quanto pare. Perchè appena posso apro questo posto. Ed i messaggi si susseguono. E telefonate. Il Boot che mi chiede cosa poter fare.
C’è anche una possibile buona notizia. Dal Piacenza arrivano buone cose per Catania. Ed in mezzo chi? La triangolazione Venezia/Modena. Sembrano secchi d’acqua per spegnere un incendio. Una catena umana. Mani che si incrociano con mani.
Arriva la notte e sono sfinita. Su Sky danno “Come l’Acqua per gli Elefanti”. Con chi? Ma si con la zanzara di Twilight. Quello che ha fatto BellAmi.
In effetti la domanda di Cristina, quella che non mi ha posto con la voce, è vera. Si. Si somigliano moltissimo. Dade e la zanzara. Molto molto simili.
Ed il temporale fa la sua parte. Piove e tuoni, e fulmini. Va via il segnale. Meno male. Altrimenti starei ancora sul treno della memoria.
Sento Adam Levine che mi chiama dal cellulare. E’ la Roscia. Sta a Desenzano. E’ fatta come un caco maturo. Si sente. Mi racconta, le racconto. Ridiamo un pò.
Le faccio notare che la Furlana voleva andarla a prendere… Eh sai che botta di culo Roscia? Da Modena terreno sismico a Pordenone, che in effetti…
Poi mi viene in mente l’Aquilana. Anche lei che si prodiga. E penso: ma cazzo dove scappi trovi terreno sismico? L’Italia dolce paese. Sole cuore e sisma.
Ritorno a letto. Magari dormo. Ma magari no. C’è uno scambio fitto di messaggi. Si parla di cambiamento, di dolore, di passaggi… Di lettere da scrivere che non si spediranno mai.
Anche la Modenese quella vecchia babbiona rifatta mi manda un sms. Abbiamo passato dei secchi d’acqua utili. E ci facciamo due risate.
Leggo il forum di Beth. Leggo le offerte di posti e aiuto.
E’ andato il 29 maggio. Ora posso anche dormire. Ma prima devo fare un pò di coccole speciali a due mici. Lui per la sua panzetta. Lei per la sua falla.
Poso le mani sul cuore e comincio. Rimango in ascolto.
Stamattina ho dato io il buongiorno al terremoto. Ho spedito un sms al 45500.
Doveva essere vuoto, ma ho scritto: “Non vincerai…”
Ed eccomi qui. In ufficio. Con un bel qwerty stampato sulla fronte.
